L’appello di ristoratori e baristi: «Adesso vogliamo regole certe»

Dopo due giorni di apertura, torna lo stop ai locali. I titolari: «Siamo costretti a vivere alla giornata» E l’assenza di studenti universitari dimezza la clientela delle pizzerie: «Diventa dura andare avanti»
CHIETI. Bar, ristoranti e pizzerie di nuovo alle prese col balletto di colori che di giorno in giorno cambia il sistema di regole, compresa l’apertura o meno degli esercizi commerciali. Dopo gli ultimi due giorni in zona gialla, in cui si è potuto far tornare i clienti in bar e ristoranti, oggi i divieti tornano a inasprirsi. Con ritorno della zona arancione, oggi e domani, le porte dei locali tornano a richiudersi. Anche per questo motivo, diversi ristoranti nei due giorni di zona gialla hanno deciso di restare chiusi. Chi è rimasto in attività è costretto a vivere «alla giornata», come dice Andrea Del Monaco, titolare del ristorante Tana libera tutti, in via Piaggio, «l’unico ristorante con un menù di pecora», sottolinea, «noi facciamo anche l’asporto, anche se con i nostri prodotti non va tantissimo: gli arrosticini, per capirci, vanno mangiati caldi». Del Monaco lancia un appello alle istituzioni, a partire dalla nuova amministrazione comunale: «Stateci vicino, perché per noi è veramente dura. Già lunedì prossimo per noi è un grosso punto interrogativo». La pizzeria Borgo Antico, di via Pescara, è sopravvissuta invece grazie all’asporto, «anche se noi non facciamo consegne a domicilio», dice Claudio Di Michele che lavora in pizzeria aiutato dalla figlia Roberta, «qui, senza gli studenti universitari, si lavora comunque al 50%. E poi, durante questo periodo di emergenza sanitaria, la gente costretta a casa è tornata ad abituarsi a cucinare tutto da sola». Nella caffetteria Venezuela di via Pescara la titolare Gabriela Dugarte fa presente che l’incertezza non regna sovrana solo tra gli esercenti, perché anche «la clientela è abbastanza confusa. Non sa come comportarsi. Noi comunque siamo stati contenti di essere tornati a far rientrare i nostri clienti». E molti gestori sono diventati anche esperti di virus e contagi: «Per sapere se possiamo restare aperti lunedì, dobbiamo cercare di indovinare gli indici Rt di contagio in base a cui verranno decise aperture e chiusure», dice Tania De Chellis, titolare del Caffè letterario di via Pescara, «la situazione è molto difficile, noi siamo rimasti anche completamente chiusi per un certo periodo. Comunque la nostra clientela si sta adattando a tutto, regola dopo regola».

