L’appello: ora i bagnini in tutte le spiagge libere

Confcommercio: con la vigilanza in quel tratto, non sarebbe avvenuta la tragedia «Pronto anche un progetto all’avanguardia che prevede il controllo a distanza»
CHIETI. «Dotare tutte le spiagge libere di controlli e di servizi di salvataggio è una priorità». L’appello alle istituzioni lo lancia Christian Di Santo, presidente della Società nazionale di Salvamento di Pescara e referente nazionale di Confcommercio. La presenza dei bagnini, spiega, «resta fondamentale» ma è in cantiere anche «un progetto che, attraverso l’utilizzo di un software di ultima generazione, permetterebbe un controllo a distanza e un intervento immediato in caso di pericolo. Oggi diventa più che mai prioritario il lavoro di prevenzione affinché tragedie come quella di Ortona non si ripetano».
Sull’argomento sicurezza interviene anche Riccardo Padovano, Sib-Confcommercio balneatori: «In Abruzzo», dice, «abbiamo 136 chilometri di costa, di cui 100, ovvero il 70%, di spiagge libere. Al di là dei circa 20-30 chilometri di aree protette, credo sia veramente giunto il momento di ragionare su cosa fare di queste spiagge libere, non vincolate paesaggisticamente. Bisogna mettere attorno ad un tavolo i 17 sindaci dei comuni costieri per capire se ci sono oggi le condizioni reali per l’attuazione dei “piani collettivi”. È necessario che anche nelle spiagge libere come quella in cui è avvenuta la tragedia sia previsto un servizio di controllo e salvamento. Enti e amministrazioni locali, seppure alle prese con problemi di risorse e ristrettezze economiche, devono lavorare affinché le spiagge libere possano essere controllate».
Il presidente della Confcommercio di Chieti, Marisa Tiberio, aggiunge: «È arrivato il momento che anche i corpi intermedi, come le associazioni, facciano sentire la loro voce. Pur di fronte a un dolore così grande, infatti, non possono essere rinviate una serie di considerazioni. Siamo favorevoli al rispetto dell’ambiente, ma tutela non può significare non avere un minimo di strutture su spiagge libere come quella della Marina di Tollo. Se ci fosse stato un bagnino, avrebbe fatto uscire immediatamente papà e figli dall’acqua e lanciato subito l’allarme. Quella della Marina di Tollo è un’area paesaggisticamente molto bella e anche molto frequentata dai turisti e dai residenti delle aree del Chietino. Ma le spiagge libere hanno un rovescio della medaglia: se da una parte ti fanno vivere un paesaggio incontaminato, dall’altra», conclude Tiberio, «si presentano prive di salvamento e bagnino, e di concessionari e balneatori, ovvero le sentinelle del mare». (g.let.)
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