L’Archivio e l’Unesco alleati per portare la storia nelle scuole

Firmato l’accordo tra i due enti: «Così si apprezza il passato» In programma ci sono progetti con i più giovani e convegni
CHIETI. Un’alleanza stretta con il territorio e le istituzioni importanti che mira a far incontrare il presente con il passato a partire dai più giovani. E con questo scopo che ieri, nella sala studio dell’Archivio di Stato di Chieti, in via Ferri, è stato siglato il protocollo d’intesa che per tre anni vedrà collaborare l’Archivio con il Club per l’Unesco della città. I preziosi tesori conservati tra gli scaffali arriveranno presto sui banchi di scuola, saranno mostrati al pubblico e con gli esperti verranno spiegati per essere così valorizzati.
Questo uno dei tanti progetti che prende vita grazie all’accordo tra i due enti. «Una grande opportunità», commenta Rosangela Guerra, direttrice dell’Archivio di Chieti, «che permette di ottenere e raggiungere traguardi importanti. Bisogna unire le forze verso un unico obiettivo: la promozione e fruizione del patrimonio documentario conservato in Archivio, ma che se non viene pubblicizzato in maniera opportuna non ha la possibilità di essere apprezzato. Il nostro Archivio è attualmente a lavoro per informatizzare e digitalizzare il materiale presente, stiamo poi sistemando gli spazi della struttura come sala studio e uffici». E ieri è stato anche attivato il servizio Wi-Fi gratuito nella sala studio dedicata a Miria Ciarma, ex direttrice dell’Archivio dal 2004 al 2015 e co-fondatrice del Club per l’Unesco di Chieti. «Proprio questo ci emoziona e ci spinge a portare avanti questa alleanza», sottolinea la presidente dell’associazione, Cinzia Di Vincenzo, «bisogna valorizzare questo patrimonio anche oltre studiosi e ricercatori». Sono in programma incontri, seminari e convegni che mirano a promuovere la conoscenza del patrimonio archivistico. Primi ad essere coinvolti saranno gli studenti delle scuole di Chieti e provincia. «Dopo un periodo di isolamento dovuto alla pandemia», continua Di Vincenzo, «i giovani hanno necessità di stabilire le relazioni e prendere contatto con le istituzioni importanti del territorio, avvicinarsi alla conservazione storica, vedere come sono fatti i documenti, come si attinge alle fonti e capire come si costruisce la storia, tornare a sentire l’odore della carta».
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