L’Arciconfraternita dona una tenda-chiesa a Capitignano

LANCIANO. Un luogo al coperto e sicuro, dove poter celebrare messa, matrimoni, comunioni e funerali, ma anche dove potersi incontrare, parlare, dove tornare a vivere. È la tensostruttura fissa di...
LANCIANO. Un luogo al coperto e sicuro, dove poter celebrare messa, matrimoni, comunioni e funerali, ma anche dove potersi incontrare, parlare, dove tornare a vivere. È la tensostruttura fissa di circa 80 metri quadrati inaugurata domenica scorsa a Capitignano, paese in provincia dell’Aquila ma che dista 20 chilometri dall’epicentro del terremoto del 24 agosto scorso che ha distrutto Amatrice, dai volontari di protezione civile San Filippo Neri di Lanciano. Sono loro che, grazie alle donazioni per il sisma e all’aiuto di ditte private, sono riusciti a donare e montare questa struttura. «Una chiesa è importante per la vita religiosa ma anche sociale di questa comunità di oltre 1.000 persone», dice il priore dell’arciconfraternita Angelo Lanci, «colpita dal sisma del 2009 dell’Aquila e ancora di più da quello dell’agosto scorso. A Capitignano il 65% del patrimonio edilizio è inagibile e delle undici chiese che c’erano solo una potrebbe essere usata, anche se non è ancora stata riaperta. Quindi i funerali e le altre celebrazioni si facevano all’aperto. Così grazie alle donazioni, e dopo il via libera della Regione Abruzzo, abbiamo installato una tensostruttura che viene utilizzata come luogo di culto e centro di aggregazione». Un dono dunque utile e che dura nel tempo, che si aggiunge alla consegna fatta a settembre assieme ai Vigili del fuoco in Congedo e alla Sezione Ana di Lanciano, di materiale didattico e di giochi raccolti in città nei giorni successivi al sisma. (t.d.r.)
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