L’assassino torna in aula e chiede la libertà Oggi nuova udienza a Londra per il 74enne inglese accusato dell’omicidio della compagna a Casoli

9 Novembre 2023

CASOLI. Tornerà oggi in aula a Londra, chiederà di essere scarcerato e ribadirà il no all’estradizione. Michael Whitbread, l’inglese di 74 anni accusato dell’omicidio della moglie 66enne Michele Dawn...

CASOLI. Tornerà oggi in aula a Londra, chiederà di essere scarcerato e ribadirà il no all’estradizione. Michael Whitbread, l’inglese di 74 anni accusato dell’omicidio della moglie 66enne Michele Dawn Faiers, ammazzata con sette coltellate alla schiena nella loro villetta di Casoli lo scorso 28 ottobre, comparirà in giornata davanti al giudice della Westminster Magistrates’ Court per l’udienza preliminare. Dal pomeriggio del 1° novembre, giorno della scoperta del corpo da parte dell’amica della vittima Petrina Helen Keay, l’assassino è in stato di detenzione. Nelle ore successive al delitto, infatti, Whitbread era fuggito a bordo della sua Jeep Compass bianca e, dopo un viaggio di oltre 2.000 chilometri, aveva cercato rifugio a casa della figlia a Shepshed, paese di 14.000 abitanti della contea del Leicestershire. Qui era stato arrestato grazie alla cooperazione tra la procura di Lanciano, l’Arma dei Carabinieri di Chieti e la polizia inglese.
Una serie di indizi incastrano l’assassino, attualmente rinchiuso nel carcere londinese di Wandsworth, che – attraverso il suo legale – ha cercato di respingere le accuse sostenendo di essere tornato in Inghilterra non per fuggire ma per trovare i parenti e di essere in possesso di un titolo di viaggio per rientrare in Italia.
Ma le telecamere che si trovano vicino all’abitazione di Casoli dimostrano come nessuno, oltre a Whitbread, sia entrato nella casa del delitto prima del ritrovamento del cadavere da parte di Petrina. Non solo: all’interno della villetta sono stati trovati i vestiti del 74enne sporchi di sangue. E Petrina ha confermato come la vittima – nel recente passato – le avesse riferito che il compagno la picchiava, procurandole anche dei lividi, e che lei aveva paura, tant’è che era rimasta a dormire per cinque notti nella casa di Palombaro della stessa Petrina.
I giudici inglesi prenderanno una decisione sulla richiesta di estradizione nell’udienza fissata al 26 febbraio. Nelle prossime ore il procuratore Mirvana Di Serio affiderà l’incarico per l’autopsia al medico legale Pietro Falco. (g.let.)