L’assistenza domiciliare del futuro con l’ascolto di famiglie e pazienti

Il nuovo percorso avviato dalla Asl per le zone di Lanciano, Vasto e Chieti in un convegno a Villa Medici Il “Patto di cura di comunità” sarà il punto di riferimento per le cooperative che operano sul territorio
LANCIANO. Percorsi di formazione, ascolto degli operatori, delle famiglie e dei pazienti con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati per il miglioramento e l’estensione dei servizi di assistenza domiciliare integrati: sono i temi che vengono affrontati oggi in occasione dell’evento formativo “L’assistenza domiciliare come intervento di cura globale e integrata: il modello della Asl 2 Lanciano Vasto Chieti”. L’evento, in programma alle 15 nell’hotel Villa Medici di contrada Santa Calcagna di Rocca San Giovanni, è rivolto a tutti gli operatori del settore.
A promuovere l’incontro formativo è “Domys. Cure domiciliari d’Abruzzo”. All’iniziativa prendono parte Asl, le cooperative sociali Proges e Consol e il gruppo Synergo. Sarà l’occasione per presentare il nuovo percorso di ascolto e coprogettazione finalizzato alla stesura e alla sottoscrizione di un “Patto di cura di comunità”, destinato ai territori di Vasto, Lanciano e Chieti. Il Patto di cura rappresenterà la piattaforma di riferimento per tutti i soggetti pubblici e privati che svolgono sul territorio servizi di Assistenza domiciliare integrata (Adi).
Il percorso che viene avviato con l’evento di oggi sarà composto da attività di ascolto e di ingaggio dei dipendenti delle cooperative che erogano questi servizi, degli operatori dell’Asl, delle famiglie e dei pazienti. L’obiettivo è rendere più efficiente il servizio di assistenza domiciliare, valorizzando le competenze degli operatori e aumentando l’efficacia e l’innovatività dei servizi.
«L’assistenza domiciliare», spiega Giuseppe Micozzi, responsabile medico del progetto, «è una risorsa estremamente preziosa e direi unica per molti pazienti e molte famiglie, che consente di sollevarle dal peso sia economico che organizzativo di interventi anche minori ma ripetuti, come può essere un semplice prelievo o un controllo, sia di interventi continuativi e complessi come quelli riabilitativi. Ma ancora più importante poi è l’aspetto relazionale che caratterizza l’assistenza domiciliare, grazie al quale l’operatore entra all’interno delle dinamiche familiari».
Francesco Altieri, presidente Domys e vicedirettore di Proges, sottolinea come «l’assistenza domiciliare rappresenta il modello più avanzato e virtuoso di personalizzazione, territorialità e prossimità nell’ambito del welfare. I rapporti annuali sulla salute ci dicono che quella della domiciliarità è la strada da perseguire, puntando però sull’innovazione, dal punto di vista tecnologico e del modo in cui le cure si pensano e si agiscono».
Da febbraio a novembre, i servizi di assistenza domiciliare di Domys hanno raggiunto circa 10.250 persone nella nostra provincia, erogando oltre 350mila interventi, con una media di 1.060 al giorno, attraverso un team che comprende 250 professionisti, tra medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, operatori sociosanitari e psicologi. Nei dieci mesi di apertura del servizio gli operatori hanno percorso oltre due milioni di chilometri sul territorio provinciale.(a.rap.)
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