L’ateneo apre aule e laboratori: visite libere in tutta l’università

Appuntamenti sul Colle per rinsaldare il legame con Chieti. Stuppia: «Risolveremo i problemi logistici» E il rettore annuncia: l’onorificenza della Minerva quest’anno sarà consegnata al teatro Marrucino
CHIETI. Una giornata da studenti universitari senza essere iscritti alla d’Annunzio. È quanto hanno vissuto ieri i partecipanti – studenti delle scuole primarie e secondarie e semplici cittadini – alla manifestazione “Una giornata con la d’Annunzio”, organizzata nell’ambito della “Giornata nazionale delle università italiane” istituita quest’anno dalla Conferenza dei rettori. L’ateneo guidato da Liborio Stuppia ha aperto le porte e messo a disposizione dei visitatori 25 appuntamenti tra il campus teatino e quello pescarese.
A Chieti si è deciso di portare le iniziative anche sul Colle, a palazzo Veneziani e nella sede del museo universitario: un modo per rinsaldare il legame dell’ateneo con la città. L’appuntamento organizzato a palazzo Veneziani, nel cuore del centro storico, alla presenza sia del rettore che del sindaco Diego Ferrara, è servito proprio a ribadire che la d’Annunzio intende puntare su Chieti come città della cultura. «Con oggi iniziamo a svelare anche Chieti, oltre che l’università», ha detto il rettore a palazzo Veneziani, «ovviamente ci sono problemi logistici, ma piano piano li risolveremo». Stuppia ha anche colto l’occasione per annunciare che prima dell’estate per la prima volta nella sua storia l’ateneo celebrerà l’assegnazione del riconoscimento della Minerva al teatro Marrucino, onorificenza solitamente conferita in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno accademico. Stuppia ha invece pensato di sdoppiare i due appuntamenti e di portare al Marrucino la cerimonia.
La “Giornata con la d’Annunzio” si è aperta al campus teatino con una piccola cerimonia nell’aula consiliare del rettorato. Stuppia ha voluto con sé il prorettore vicario Carmine Catenacci, il prorettore Tonio Di Battista, il neodirettore generale Paolo Esposito ed Elisabetta Dimauro, coordinatrice del gruppo di lavoro che ha organizzato la manifestazione. L’apertura delle aule universitarie al pubblico ha ricordato la manifestazione della Notte dei ricercatori, con la differenza, ha sottolineato il rettore, che quella «è una festa che si fa in un momento di silenzio didattico, in questo caso invece apriamo l’ateneo in un giorno in cui ci sono normalmente le lezioni, i seminari e gli incontri con i docenti. E quindi abbiamo permesso a tutta la cittadinanza, ragazzi delle scuole compresi, di venire a vedere cos’è una università. Tutto questo serve a far capire che il mondo della cultura e della scienza non sono né noiosi né pesanti, ma al contrario che in una giornata in ateneo ci si può divertire molto».
Da uomo di laboratorio – Stuppia prima di diventare rettore ha diretto il laboratorio di Genetica medica, struttura che in epoca Covid si è messa a disposizione del territorio per l’analisi dei tamponi – il rettore ha confessato di pensare con un pizzico di commozione al fatto che i ragazzi più giovani potessero «vedere cosa è la vita di laboratorio. Ma penso che sia bellissimo anche semplicemente partecipare a una vera lezione universitaria e capire di cosa si tratta».
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