L’ateneo chiede 4 milioni il Cus rilancia e ne vuole 35

Lettere incrociate tra i legali della d’Annunzio e del Centro sportivo universitario La lunga lista del presidente Di Marco: solo per la Simeoni sborsati 274mila euro
CHIETI. Il 15 giugno scorso l’università d’Annunzio fa scrivere dai suoi legali Carlo Fimiani e Pietro Referza al collega Pierluigi Pennetta, che assiste il presidente del Cus Mario Di Marco. Lo fa con un titolo esecutivo, le sentenze del Consiglio di Stato e del Tar di Pescara. Si tratta di una vera e propria diffida a pagare 4.073.853 euro, oltre agli interessi. Soldi dovuti in seguito all’annullamento del contratto-transazione del 2011, quando università e Cus misero una pietra sopra su dare e avere e si accordarono. La diffida a pagare pone il termine di 30 giorni. Ma il Cus risponde molto prima, 48 ore dopo. L’avvocato Pennetta, il 17 giugno, in virtù delle stesse sentenze, scrive ai colleghi. «Sebbene effettivamente la sentenza in oggetto condanni il Cus al pagamento della somma 4.073.853, quale conseguenza della dichiarazioni di nullità del contratto stipulato nel 2011, negli stessi termini la sentenza», si legge, «afferma la reviviscenza della precedente convenzione, conclusa con il Cus nel 2004, a fronte della quale sono dovute dalla Ud’A al Centro universitario sportivo, al 31.5.2015 7.019.197,12 comprensivi di interessi e rivalutazione». Quindi a conti fatti il Cus è creditore di circa 3 milioni. No secondo il Cus l’atenero deve molto di più. Infatti l’avvocato Pennetta sostiene che sempre in virtù delle statuizioni contenute nelle sentenze del Tar di Pescara e del Consiglio di Stato, il Cus è ulteriormente creditore nei confronti dell’ateneo delle spese sostenute per la ristrutturazione dei palazzetti dello sport di Santa Filomena e di Colle dell’Ara, nonché di tutti gli ulteriori esborsi del Cus per conto della università inclusi quelli finalizzati a consentire l’accreditamento e la gestione della facoltà di Scienze motorie. Per un totale di 35.446.323,56 di euro (somma già decurtata del debito con l’università) e dà di tempo all’ateneo non 30 ma 15 giorni. «In mancanza di positivo riscontro», si legge, «entro 15 giorni dal ricevimento della presente, attiverò ogni opportuna azione a tutela dei diritti ed interessi del mio assistito.
Nello specifico solo per indicare qualche voce per il rifacimento dei palazzetti di Santa Filomena e Colle dell’Ara il Cus avrebbe speso circa 5 milioni, 274.mila euro il compenso elargito alla campionessa di salto in alto Sara Simenoni e oltre 3 i milioni elargiti per i compensi dati al personale fuori dalla convenzione con il Ciapi. Tutti calcoli aggiornati al 30 aprile scorso. Una lunga lista che così come indicata dal Cus metterebbe l’università in grave difficoltà economico finanziaria. Senza contare che il legale del Cus va oltre.ndranno aggiunte quelle deri«Alle somme indicate», scrive Pennetta, «ne andranno in ogni caso aggiunte quelle ulteriori derivanti dalla realizzazione e dalla gestione del Sistema sportivo integrato, dall’accreditamento della facoltà di Scienze motorie, dal conseguimento della licenza Ciapi, dai danni morali e di immagine subiti, tutti ancora in corso di quantificazione».
Le diffide incrociate arrivano in un clima ad alta tensione che ha toccato il culmine il 12 giugno quando il dg Filippo Del Vecchio ha chiuso con lucchetti nuovi gli impianti sportivi del Palacus mentre all’interno c’erano 25 bambini e 50 studenti universitari. Ma anche in questo caso il presidente del Centro sportivo Mario Di Marco ha reagito e inoltrato querela ai carabinieri.
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