L’auto bruciata è di una donna di San Salvo

Alla Mito tolte le targhe prima di cospargerla di benzina e bruciarla. Tra i moventi possibili liti e rancori
SAN SALVO. Una bottiglia intera di liquido infiammabile versata sul cofano dell’auto dopo aver tolto la targa, una miccia gettata sopra e in pochi minuti il veicolo era ridotto a poche lamiere. È di origine dolosa l’incendio che poco prima delle 20 di venerdì ha distrutto un’Alfa Romeo Mito a San Salvo. L’auto è di una giovane donna del luogo. L’autore dell'incendio ha preso la vettura e l’ha portata nella zona industriale nascondendola nella pineta di via Belgio per poter agire meglio. Sia la parte anteriore e sia quella posteriore della vettura e il motore non esistono più. Il fuoco ha rischiato di danneggiare gravemente anche la pineta. La malavita questa volta non c’entra. La vettura non è un’auto staffetta usata per compiere azioni criminali. È l’auto di una persona tranquilla a cui qualcuno ha voluto fare del male. I carabinieri indagano in una cerchia di persone che potrebbero avere avuto motivi di rancore.
Purtroppo non è la prima volta che nel Vastese si verifica un attentato per vendetta. In questo caso la vittima è una persona incensurata. Una giovane perbene alla quale qualcuno ha voluto fare un dispetto. «La malavita non c’entra proprio con questo rogo», è l’opinione del comandante della compagnia dei carabinieri di Vasto, il maggiore Giancarlo Vitiello. L’autore del gesto potrebbe essere individuato presto dagli investigatori. Prima di incendiare la vettura l’ha mutilata di diverse parti e della targa. Probabilmente è stato un tentativo di depistaggio. Per lo stesso motivo il gesto è stato compiuto nel giorno in cui decine di carabinieri erano impegnati nell’operazione “Isola felice” (l’articolo in alto, ndc). In tanti hanno pensato ci potessero essere collegamenti fra l’incendio e la retata. I carabinieri però hanno subito capito che quell’auto era uno strumento di ritorsione. Il fuoco purtroppo ha cancellato tracce e impronte dell’autore. Risalire all’incendiario sarà difficile ma non impossibile. Una grossa mano potrebbero darla eventuali testimoni che, non visti, hanno assistito alla scena. L’Alfa Mito è stata portata in via Belgio da qualcuno, ma dopo l’incendio l’autore, rimasto a piedi, si è allontanato a bordo della vettura di un complice.
Sono passaggi che qualche pendolare potrebbe aver notato. Se così fosse le forze dell’ordine confidano nella collaborazione. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

