L’autobotte degli alpini nel Vastese

Paesi senz’acqua, primi rifornimenti coi mezzi dell’esercito a Furci e Torrebruna
VASTO. L’arrivo degli alpini del IX Reggimento dell’Aquila con un’auto botte da ottomila litri ha alleviato in alcuni paesi del Vastese la grande sete sofferta da giorni. L’autobotte, arrivata a San Salvo nella zona di Piana Sant’Angelo per rifornirsi dagli impianti di trattamento dell’Arap, ha poi raggiunto ieri mattina i paesi più sofferenti. Il primo è stato Furci e a seguire Torrebruna. Poi, via via, tutte le contrade all’asciutto. L'arrivo dei militari è stato solo un palliativo in attesa di interventi più a lunga durata. Intanto il senatore Etelwardo Sigismondi torna a chiedere iniziative contro le perdite idriche. «La Sasi», fa sapere in una nota la società che gestisce il servizio idrico, «ha distribuito ieri mattina l’acqua immagazzinata in tre serbatoi da duemila, tremila e cinquemila litri nelle località che stanno maggiormente soffrendo la mancanza d’acqua». Se a Monteodorisio la situazione è migliorata, a Gissi il problema resta: «È simile a quella dei giorni precedenti», fa sapere il sindaco Agostino Chieffo, «davanti al Comune resta una cisterna di acqua non potabile dove i cittadini possono rifornirsi per usi non alimentari».
Sigismondi, insieme ai senatori di FdI Guerino Testa e Guido Liris, insiste sulla necessità di ridurre le perdite: «Alla mancanza di piogge si aggiungono le carenze strutturali alla rete idrica. Nel Vastese», scrivono Sgismondi, Testa e Liris, «sono emerse in maniera evidente responsabilità nella gestione del servizio. Nonostante le importanti risorse messe a disposizione dalla Regione non si è riusciti a tradurre in termini e lavori concreti l’opportunità di ammodernare la rete idrica. In questo momento tuttavia è prioritario affrontare l’emergenza e garantire i servizi essenziali».
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