L’entusiasmo in città dopo la promozione: «Non fermiamoci»

Imprenditori e sportivi: saremo vicini alla società neroverde Il patron Trevisan: ma lo stadio Angelini non è più adeguato
CHIETI. Lo sport come occasione di rinascita della città. La promozione del Chieti calcio fa sognare non solo dal punto di vista strettamente sportivo ma anche da quello sociale e culturale. E in tanti cominciano a pensare allo sport come volano di ripresa. Sia dai mesi bui del Covid, sia da un punto di vista più generale.
Il giorno dopo la festa-promozione, non si spegne l’eco della vittoria e la città inizia a pensare in grande. «Sì, è vero», dice il patron Giulio Trevisan, «ho visto attorno alla squadra grande entusiasmo e una grande vicinanza. Speriamo che questo momento così bello, questo clima così positivo continui. Spero che, Covid permettendo, i tifosi tornino in massa a vedere la partita e le sponsorizzazioni arrivino numerose. Anche le istituzioni possono fare molto: non parlo tanto di sostegno economico, ma soprattutto del coinvolgimento delle attività economiche della città affinché siano presenti nel sostenere la squadra. E poi c’è il grande progetto dello stadio, visto che l’Angelini non è più adeguato ai tempi che stiamo vivendo».
Insomma: per Trevisan, se si sta tutti insieme, si può ripartire alla grande. Riparte la squadra di calcio ma riparte anche l’intera città. Commercianti e imprenditori, presi dall’entusiasmo della vittoria, sono pronti a farsi avanti. Marco Saraullo, legale rappresentante della “Dealer Informatica srl – Saraullo Group” e tifoso neroverde, è già in prima fila: «Come cittadino di Chieti sono estremamente orgoglioso della nostra squadra di calcio», dice, «spero che il traguardo raggiunto da questi ragazzi possa essere di esempio per molti giovani. Come imprenditore voglio rivolgere le mie congratulazioni allo staff dirigente. La speranza è quella di trovare altri imprenditori che abbiano il coraggio e la voglia di sostenere questo. Noi faremo sicuramente tutto il possibile per aiutarli e spronarli».
Maurizio Formichetti, l’organizzatore delle tappe del Giro d’Italia in Abruzzo, sa bene quanto può essere importante «il risvolto turistico delle manifestazioni sportive. Chieti, a mio avviso, è una città che può rinascere con sport e turismo. Gli uffici non ci sono più, ma restano i suoi musei, i suoi siti archeologici, la sua bellezza architettonica: queste sono le risorse su cui si può fare affidamento per rilanciare la città e in questo sistema lo sport può avere una grande parte».
Vittoriano Cantera, noto per l’organizzazione della partecipazione teatina alla maratona di New York, è diventato cavaliere della Repubblica per l’opera svolta a livello sociale tramite lo sport: «Lo sport in generale, come si vede nei sistemi educativi anglosassoni, è importantissimo a livello socio-educativo. A Chieti hanno tolto molto, questa vittoria della squadra di calcio le ha ridato qualcosa ma soprattutto può essere da stimolo a riprendersi ancora di più».
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