L’esperta: feriscono per il gusto di far male

20 Dicembre 2020

La psicoterapeuta Claudio: «Si parte dalla frustrazione che quando è diretta a qualcuno diventa violenza»

Già prima dei 13 anni di età i ragazzi hanno condotte in cui vengono manifestate gravi violazioni di norme e regole sociali. Questi atti avvengono attraverso colluttazioni, aggressioni verso persone o animali senza nessun senso di colpa e mancanza di rimorso e di rispetto per l’altro. I cosiddetti bulli hanno una pulsione distruttiva che mira a ferire per il gusto di fare del male. Il percorso che porta alla violenza parte sempre dalla frustrazione, con tutto ciò che ne consegue. In particolare la frustrazione genera dentro di noi una potente energia, la rabbia, che quando è diretta a qualcuno diventa violenza. In questi casi non si ha più la possibilità di attivare i freni inibitori che il più delle volte si inseriscono in un disturbo della condotta che sfocerà dopo i diciotto anni, nel disturbo anti sociale di personalità. Il contesto familiare di provenienza e le dinamiche del branco formano poi un terreno fertile per la devianza e la delinquenza. L’obiettivo proponibile in termini educativi dovrebbe concretizzarsi nel rispetto per se stessi e degli altri, per ridurre simili atteggiamenti collegabili alla illegalità. Un vero e proprio processo di educazione civile deve iniziare tra i banchi di scuola e nei luoghi di aggregazione. L’efficacia delle iniziative proposte risiedono tutte nel rapporto sinergico che si dovrà creare tra la scuola e le altre agenzie educative tutt’ora in crisi. Tra tali agenzie citerei le politiche sociali che rafforzino il ruolo delle famiglie spesso in difficoltà rispetto ai compiti educativi. L’emergenza educativa oggi, impedisce una crescita sana delle nuove generazioni.
Vilma Claudio
Psicologa e psicoterapeuta