L’esperto: «Contagi in risalita, scuole riaperte troppo in fretta»

Vecchiet parla alla vigilia del ritorno tra i banchi: «Se si rispettano le regole, le classi sono sicure Ma è il prima e il dopo delle lezioni a preoccupare, rischio assembramenti sui mezzi pubblici»
CHIETI. Il banco di prova del ritorno a scuola, superiori comprese, mette in allarme in medici. Anche in provincia di Chieti i contagi da coronavirus sono in risalita e ieri il territorio provinciale ha fatto registrare il maggior numero di nuovi positivi (143) rispetto alle altre province. Siamo comunque nella media nazionale che vede una ripresa della corsa del virus e anche per questo motivo il rientro in classe degli studenti è vissuto con apprensione. Soprattutto perché le strutture sanitarie hanno cominciato a riempirsi nuovamente, a partire dall’ospedale teatino già vicino alla saturazione. Per Jacopo Vecchiet, primario di Malattie infettive al Santissima Annunziata di Chieti e docente alla d’Annunzio, «si poteva aspettare ancora qualche giorno prima di prendere la decisione sul ritorno in classe degli studenti».
RIENTRO IN AULA Per Vecchiet la riapertura della scuola anche agli studenti di licei e istituti superiori costituisce una variabile di cui non si conosce ancora la portata. Il primario avverte: «Così facendo si corre il rischio che tra due settimane la scuola venga nuovamente chiusa. A questo punto mi sembra ci sia stata un po’ di fretta, si poteva aspettare qualche altra settimana. Ma in realtà il problema non è la scuola in sé: se si rispettano tutte i protocolli, dalla mascherina correttamente indossata all’igienizzazione delle mani e alla distanza, la scuola può essere ritenuta un posto sicuro. Semmai è tutto quello che gira intorno al mondo della scuola che può rappresentare un momento di rischio: dai mezzi di trasporto ai locali frequentati dagli studenti. È in questi casi che si possono creare assembramenti. Anche perché nelle scuole ci sono regole ben precise che il personale scolastico fa rispettare, il problema è una volta usciti dalla scuola».
COVID-PANETTONE Li chiamano contagi da “Covid-panettore”, sono cioè quei nuovi casi di positività emersi a seguito delle feste natalizie responsabili di aver ridato fiato alla corsa del virus. Nonostante le restrizioni del periodo natalizio, la curva dei contagi ha infatti ripreso ad accelerare. E, secondo una stima nazionale, il 70% dei nuovi casi sarebbe dovuto alle feste natalizie. «Sì, anche noi abbiamo visto casi di questo genere», dice Vecchiet, «abbiamo ricoverato diversi pazienti che erano stati a pranzi di Natale o altre riunioni natalizie. Un po’ ce lo aspettavamo. Anche se forse è ancora preso per capire quale sia stato il reale impatto delle feste di Natale sul quadro dei contagi da coronavirus». Anche per questo motivo il primario ritiene che forse si poteva aspettare qualche giorno in più prima di decidere di riaprire le scuole a tutti gli studenti.
CONTAGI IN SALITA Proprio la provincia di Chieti ieri ha fatto registrare il maggior numero di positivi: sono stati 143, mentre 104 sono stati quelli della provincia teramana, 75 quelli del pescarese e 62 quelli della provincia aquilana (16 i casi di fuori regione o con residenza in via di accertamento). L’Abruzzo, inoltre, ha fatto registrare nell’ultima settimana un tasso medio di positività del 9,22%, l’indice attesta che i contagi sono di nuovo pericolosamente in salita. A preoccupare sono i focolai che scoppiano in famiglia e nelle residenze sanitarie per anziani. OSPEDALE PIENO Il Santissima Annunziata si è nuovamente riempito. «Malattie infettive è un reparto con 19 posti letto, ora tutti occupati», conferma il primario. E la situazione è sostanzialmente la stessa anche negli altri reparti: dalle Medicine Covid, alla Pneumologia e alla Rianimazione Covid. L’ospedale teme l’impatto della terza ondata. «Al momento sono soprattutto i focolai nelle residenze sanitarie per anziani che mettono sotto stress il policlinico», spiega Vecchiet, «visto che i pazienti che si infettano nelle Rsa sono proprio quelli cosiddetti fragili, per cui il ricovero in ospedale è inevitabile».
VACCINI «Temo che con questo virus dobbiamo imparare a convivere anche nei prossimi anni», sottolinea Vecchiet, «e per questo motivo è importante vaccinarsi». E il professore in prima linea nella battaglia contro il Covid è stato uno dei primi a potersi vaccinare: «Non ci sono stati problemi o strascichi», assicura, specificando di voler continuare a osservare le prescrizioni anti-Covid anche perché, sottolinea, «il vaccino non è lo scudo dei Power Rangers». La Asl teatina sta vaccinando prima di tutto il personale sanitario, poi si proseguirà con gli ospiti delle Rsa, il personale di queste strutture e gli ultraottantenni.
Uno sforzo organizzativo che alla Asl costerà mezzo milione di euro. A tanto ammonta infatti la previsione economica della campagna vaccinale.
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