L’esperto: quella testina è di Nicola

Sante Guido e il frammento ritrovato: appartiene alla croce del ’400
GUARDIAGRELE. La testina conservata dal 1894 in un caveau di una banca intestato al Comune, come sospettato dal giovane studioso guardiese Pietro D’Amico, sarebbe proprio un frammento della famosa croce processionale realizzata da Nicola da Guardiagrele nel 1431. Il prezioso reperto, esaminato attentamente venerdì scorso dal restauratore di fama internazionale Sante Guido, dell’Università di Trento, alla presenza del sindaco Sandro Salvi, del professor Gabriele Vitacolonna e dello stesso D’Amico, è stato infatti giudicato dallo studioso, attribuibile al grande orafo guardiese del Quattrocento.
«Il reperto», ha osservato Guido, «per quanto riguarda lo stile e il livello artistico, evidenzia senza ombra di dubbio quella che è l’arte dell’illustre orafo guardiese». Guido ha comunque consigliato al sindaco Salvi di effettuare una serie di indagini tecniche per accertare quali tipi di restauro ha subito il frammento nel corso del tempo. Si è infatti accertato che il reperto, mostra evidenti segni di restauro che coincidono con le informazioni raccolte dal guardiese D’Amico.
Giovanni Iannamico
©RIPRODUZIONE RISERVATA

