L’ex capoclan Cozzolino parla ai giudici

17 Gennaio 2017

Operazione Adriatico, dalla Campania al Vastese col patto con i rom: al via la “costola” più importante del maxi processo

VASTO. Neve permettendo oggi all’Aquila è in programma il processo a Lorenzo Cozzolino, il collaboratore di giustizia che con le rivelazioni quattro anni fa sollevò un inquietante velo sulla cronaca Vastese. Quella odierna è una costola, la più importante, del “Processo Adriatico”. A Vasto il tribunale ha già spalmato 299 anni su 63 imputati. A L’Aquila con Cozzolino compaiono in veste di imputati, la moglie, Italia Belsole, la figlia Giovanna, e alcuni personaggi chiave delle sue rivelazioni, Carmine e Ferdinando Bevilacqua, l’argentino German Ochsyadt, Lucia Suchella, più altre figure minori. In tutto, diciotto delle 81 persone finite in giudizio al termine della maxi operazione Adriatico.

Cozzolino ha ripetuto più volte in videoconferenza le sue dichiarazioni corredandole di date, fatti e circostanze. L’uomo ha svelato un presunto patto con i rom per la gestione del traffico della droga dalla Campania all’Abruzzo. Oggi sarà presente in aula grazie ad una videoconferenza. Cozzolino apparirà su uno schermo nell’aula del tribunale. Dal suo rifugio segreto seguirà le dichiarazioni e le richieste della pubblica accusa e le arrighe difensive. Con un altro collegamento sarà presente anche la moglie, Italia Belsole. Sarà invece in aula un esercito di avvocati che da mesi prepara le difese. Fra loro Giovanni Cerella, Fiorenzo Cieri, Marisa Berarducci, Arnaldo Tascione, Antonello Cerella, Raffaele Giacomucci, Emanuela De Nicolis. A rappresentare Cozzolino sarà Nicola Artese.

Il collaboratore di giustizia ha ripetuto più volte le inquietanti rivelazioni fatte nel 2013 e ritenute attendibili dagli investigatori. Cozzolino non ha puntato solo il dito contro 80 persone ma è arrivato ad accusarsi dell’omicidio del suocero. Sarebbe stato proprio l’omicidio del congiunto a portare l’ex capoclan a Gissi. Tanti i nomi snocciolati e i personaggi coinvolti. Cozzolino ha sollevato il coperchio su fatti inquietanti avvenuti nel Vastese. Il collaboratore di giustizia ha rivelato la presenza nel territorio di un clan che dal 2011 fu impegnato a finanziare le proprie casse e i collegamenti con l’Olanda e l’Albania. Trentuno accusati finirono anche in carcere.

La maxi operazione venne coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Anche il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, venne a Vasto. Subito dopo il blitz Roberti ammonì le autorità del territorio. «L’Abruzzo deve stare attento, è appetibile alle mafie». A rappresentare la pubblica accusa saranno il procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Fausto Cardella, i sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini.

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