L’ex Casa di riposo celebra i 150 anni della fondazione

25 Giugno 2016

Festa grande agli Istituti riuniti San Giovanni Battista con la messa del vescovo L’assessore Sclocco assicura un milione dalla Regione per sistemare l’edificio

CHIETI. Pagati gli stipendi arretrati ai 70 dipendenti, gli Istituti di assistenza “San Giovanni Battista” hanno festeggiato ieri, nel giorno dedicato al santo di cui portano il nome, i 150 anni di attività. Una festa organizzata per i 105 pazienti (anziani e persone con gravi handicap) ma anche per i rappresentanti delle istituzioni che ieri sono tornati a varcare la soglia dello storico edificio di piazza Garibaldi e a rassicurare sul futuro dell’ente pubblico, messo a rischio da problemi economici.

La festa è iniziata con una messa celebrata nel cortile interno (ripulito grazie alla Comunità Ali d’Aquila) dall’arcivescovo Bruno Forte, insieme a monsignor Angelo Vizzarri e don Guido Carafa, con l’accompagnamento musicale della Confraternita corale della Cintura diretta dal maestro Fabio D’Orazio, che si è esibita anche nel pomeriggio.

Ad ascoltare monsignor Forte, che ha lanciato un messaggio di amore e misericordia partendo dalla figura di San Giovanni, c’erano gli ospiti dell’istituto e i padroni di casa, dal presidente Sandra De Thomasis e dalla direttrice Luisa Caramanico. C’erano poi i dipendenti e i loro rappresentanti sindacali, da Ginevra Nardone a Pino Palmerini e Gabriele Mancini (assenti due sindacalisti sempre molto presenti nelle tormentate vicende dell’ente, Fausta Ballatore, che ieri aveva un giorno di ferie, e Smeraldo Ricciuti).

Per il Comune c’erano il sindaco Umberto Di Primio, gli assessori Emilia De Matteo e Mario Colantonio, il consigliere appena nominato nell’assemblea dei portatori d’interesse, Maurizio Costa, e il consigliere Luigi Febo. La Regione era invece rappresentata dall’assessore Marinella Sclocco. Ad accompagnare i malati in carrozzina c’era infine la sottosezione dell’Unitalsi di Chieti Vasto con la presidente Carla D’Orazio e la tesoriera Gabriella Tagliola Russi.

Al termine della messa hanno preso la parola la presidente De Thomasis, che ha lanciato un appello a «ricreare i legami» un po’ allentati tra l’istituto e il territorio, il sindaco Di Primio, che ha chiesto l’aiuto della Regione per «far restare l’ente a Chieti», e l’assessore Sclocco che ha accomunato la vicenda di Elisabetta, madre di San Giovanni, che non poteva avere figli perché “anziana” ma che poi ha generato la vita, a quella dell’istituto, “anziano” dopo 150 anni, che ospita “anziani”, ma che può«dare ancora vita». Quanto all’aiuto della Regione invocato dal sindaco, l’assessore ha precisato che «per la prima volta un ente regionale ha stanziato soldi per questa struttura. Per risistemare l’edificio servono 4 milioni di euro, noi ne abbiamo stanziato già uno». La Sclocco non si è sbilanciata, però, sui fondi per la compartecipazione per il 2016. Nel 2015 la Regione ha assicurato per intero la copertura, ma per il 2016: «Cercheremo di fare il massimo». La mattina si è conclusa con il buffet preparato dal cuoco interno, Archimede D’Orazio, e la visita alla chiesa di San Giovanni Battista, aperta eccezionalmente dopo che un’ordinanza del Comune l’aveva chiusa all’indomani del terremoto. Davanti al prezioso altare ligneo contenuto nella chiesa, il consigliere Costa ha lanciato il progetto di una fondazione per ristrutturare la chiesa e riaprirla.