L’ex presidente della Colle Moro «Anticipi ai soci, tutto in regola»

FRISA. «Anticipazioni versate dalla cantina a soci che si sono trovati in difficoltà, anche per gli anni della pandemia, e ad oggi ripianate tramite un piano di rientro». L'ex presidente della...
FRISA. «Anticipazioni versate dalla cantina a soci che si sono trovati in difficoltà, anche per gli anni della pandemia, e ad oggi ripianate tramite un piano di rientro». L'ex presidente della cantina sociale Colle Moro, Marco Staniscia, spiega così la vicenda degli acconti sui conferimenti di uva, finiti nel mirino della Procura e della guardia di finanza di Lanciano dopo la denuncia presentata da alcuni soci della cooperativa di Frisa.
«Le dichiarazioni rese dall'attuale presidente Franco Ferrante, nell'articolo dello scorso 28 aprile, sono dichiarazioni di parte», precisa al Centro il presidente uscente dimissionario, «in quanto il sottoscritto, come altri membri del consiglio d'amministrazione della cantina, non ha mai ricevuto alcun avviso di garanzia né si è mai appropriato di alcunché. L'attuale presidente è stato già querelato per diffamazione, proprio per le illazioni fatte sulle anticipazioni che sono state versate dalla cantina a vari soci nel corso di numerosi anni e messe a bilancio, quindi trasparenti. I bilanci sono stati approvati dal collegio sindacale e dall'assemblea dei soci». L'importo degli acconti anticipati, erogati in favore soltanto di alcuni soci, ammonterebbe ad oltre un milione di euro.
«La cooperativa è volta allo sviluppo e a far sì che i soci possano anche usufruire di determinati vantaggi», precisa ancora Staniscia, «stante il fatto che molti soci si sono trovati in difficoltà, anche per gli anni della pandemia 2019-2020, sono stati erogati acconti che avevano come garanzia i conferimenti di uva. Acconti che sono tutt'oggi ripianati tramite un normale piano di rientro, approvato dal sottoscritto ex presidente che ha fatto in modo che la cantina potesse rientrare di questi crediti maturati in vari anni. Ed ho già dato mandato all'avvocato Antonio Di Campli di rappresentarmi nelle opportune sedi, tant'è che è pendente una causa civile relativa al recupero di tali somme, che il presidente Ferrante pretende siano restituite immediatamente, mettendo in difficoltà varie famiglie. C'è quindi una causa civile, già fissata al tribunale di Lanciano, in cui sarà chiarito come devono essere restituiti questi soldi. È stata una mia iniziativa, per effettuare un rientro per la cantina, cosa che nessuno aveva mai fatto prima». L'ex presidente Staniscia precisa, infine, «che la cantina non è andata mai in sofferenza, ha avuto sempre i conti in ordine ed è sempre stata in floride condizioni economiche». (s.so.)
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