L’ex villa Maccarone da demolire Nasce così il parco di Filippone

L’intervento, che costerà 200mila euro, è finanziato con i fondi Pnrr. Giovedì il passaggio in aula Nell’area verde sono previsti giochi per i bambini, servizi pubblici e un’area di sgambamento cani
CHIETI. Un parco urbano nel popoloso quartiere di Filippone. Il quartiere teatino, uno dei più grandi della città, non possiede parchi né punti di ritrovo. Con un intervento di circa 200mila euro, l'amministrazione comunale del sindaco Diego Ferrara ne ha programmato uno, il cui progetto arriva giovedì prossimo in consiglio comunale. I fondi vengono messi a disposizione dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e sono destinati alla rigenerazione urbana.
Il progetto consiste nell’abbattimento di un edificio comunale in disuso, l’ex villa Maccarone, e nella realizzazione di un parco accessibile dalla strada principale della contrada, via San Camillo de Lellis. L’ex villa Maccarone è un fabbricato in muratura di due piani, con locali accessori esterni, che si trova al centro di un’ampia area verde.
L’edificio versa in stato di abbandono da diversi anni: un polmone verde al centro di decine e decine di palazzine con poco spazio attorno. La villa verrà abbattuta e l’intera area verrà dotata di percorsi, servizi (come bagni pubblici e fontanelle), arredo (panchine, cestini, recinzioni, staccionate ecc.) e un parco giochi. Il progetto prevede anche che il parco urbano possa accogliere al suo interno anche un’area di sgambamento per i cani che dovrebbe trovare posto in un’area adiacente all’ingresso ovest. La zona sarà adeguatamente recintata per poter permettere ai proprietari di lasciare liberi gli animali, con un ingresso che non permetta ai cani di uscire ed entrare a piacimento. La superficie totale del parco urbano ammonta a 1.820 metri quadrati ed è per lo più di proprietà comunale, un parte è invece di proprietà della Provincia a cui andrà chiesta specifica autorizzazione.
Ma, secondo il consigliere comunale Stefano Maurizio Costa (Forza Chieti), ci potrebbero essere altri problemi a ostacolare la nascita del parco: «Siamo in dissesto», dice Costa, «e l'edificio da abbattere dovrebbe essere nella lista di quelli da vendere. E dunque, se lo si abbatte al posto di venderlo, credo che sorgeranno problemi».
L’iter è partito a gennaio del 2021, quando la giunta Ferrara ha presentato istanza per l’ammissione ai contributi per la rigenerazione urbana del Pnrr. Quasi un anno dopo, a fine dicembre 2021, viene approvata la graduatoria dei progetti ammissibili. E c'è anche il parco di Filippone. Sei mesi dopo, il 6 giugno dell’anno scorso, viene siglata la convenzione ministeriale, e il 28 novembre scorso c'è il via libera del consiglio comunale. Giovedì prossimo l'aula è chiamata ad approvare il progetto definitivo con la contestuale variante al piano regolatore generale.
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