L’hospice perde un altro medico Sit-in al centro di cure palliative

26 Maggio 2024

Marongiu attacca: «Da luglio resta un solo dottore, difficile garantire ricoveri e visite domiciliari» L’appello del comitato: «Battaglia etica al di là della politica per una struttura unica in Abruzzo»

LANCIANO . «Una struttura fondamentale per la cura e il sostegno delle persone più fragili, e anche delle loro famiglie, è a rischio. Oltre a un problema sanitario qui c’è una questione etica»: così Rosetta Madonna, segretaria cittadina del Pd, al sit-in ieri mattina in difesa dell’Hospice Alba Chiara in via Belvedere. «Bene hanno fatto», continua Madonna, «i consiglieri di minoranza e il consigliere regionale Silvio Paolucci a presentare rispettivamente una mozione e una interpellanza per capire che ne sarà dell’hospice, la prima struttura in Abruzzo dedicata alle cure palliative. Ma la protesta, l’indignazione per il suo ridimensionamento deve essere di tutti». Il sit-in è stato organizzato dal comitato “Uniti per la salute”, che riunisce Pd, Progetto Lanciano, Lanciano per tutti, Lanciano Vale, Lanciano in Comune, Europa Verde, 5 Stelle, Azione, Uniti per Lanciano, Sinistra italiana.
Una protesta per chiedere subito personale e fondi per l’hospice che con i suoi 11 posti letto nel 2023 ha avuto in carico oltre 930 pazienti oncologici e terminali e registrato 161 ricoveri. Un servizio ora a rischio. «Dove sono i fondi dedicati all’hospice e alle cure palliative?», chiede Madonna, «dove sono medici, infermieri, strumenti?». E servono risposte anche dall’amministrazione Paolini, chiamata in causa più volte. «Sveglia, sindaco», grida il consigliere comunale Leo Marongiu, «basta essere il ventriloquo della Asl, di Shael. Come coordinamento ci troviamo qui per la terza volta: i primi due incontri davanti all’ospedale per la dialisi e per il Cup: abbiamo scosso la dirigenza Asl e non solo, ma non abbiamo avuto risposte ancora. Oggi siamo qui per l’hospice. Manca il personale: a luglio verrà meno un altro medico, 4 quelli già andati in pensione e non rimpiazzati. Cosi la struttura viene indebolita: un solo medico non può fare ricoveri e cure domiciliari. Il manager Asl Schael ha detto che “l’hospice non corre alcun rischio per il futuro”. Invece ci sono, visto che non sblocca la graduatoria di assunzione personale né risponde sui fondi vincolati per la struttura e per la rete delle cure palliative. La realtà è che non ci sono azioni nell’immediato a sostegno della struttura».
Chiama in causa tutti i cittadini Annamaria Caniglia, vice presidente Avo: «Il nostro ospedale è morto, non ci sono servizi e assistenza, ora toccano anche all’hospice: sveglia lancianesi, uscite dalle case, fate rumore, fatevi sentire perché ci stanno togliendo il diritto alla salute».
«Quando si danneggia quello che è un modello da seguire, se si arriva a raschiare il fondo perché non si ha la capacità e sensibilità di investire in strutture come queste vuole dire che la politica non sta capendo nulla», dice il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «è arrivato il momento che, indipendentemente dal colore politico, si scenda in strada. Tanti soldi spesi per non avere cure e servizi è una follia».
«In consiglio regionale arriveranno le domande sui fondi, sul personale dell’hospice e su quale sarà la rete territoriale delle cure palliative», assicura il consigliere regionale Paolucci (Pd) che ha presentato l’interpellanza. «La rete delle cure palliative è assistenza ma anche segno di civiltà e non si taglia. In Abruzzo ci sono 128milioni di disavanzo in sanità per aver dato meno prestazioni, più mobilità passiva, salita del 50%, liste di attesa infinite. Per la prima volta si è tornati in consiglio per ripianare il debito: in tutto questo il direttore Schael è stato confermato e ha avuto pure un aumento dello stipendio: è vergognoso».
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