L’impegno delle donne raccontato sulle scuole: un messaggio agli alunni

26 Settembre 2021

I muri di tre istituti si colorano: i writer svelano le storie cittadine, dalle pioniere dell’avvocatura femminile alla rivolta delle tabacchine

LANCIANO. Prendono forma sotto gli occhi incuriositi di alunni e studenti i nuovi murales ispirati alle figure femminili più rappresentative della storia lancianese. Soprattutto ai giovani, infatti, parlano queste opere realizzate sulle pareti delle scuole nell’ambito del progetto Muri parlanti promosso dall’assessorato alla cultura del Comune. Jo Arancibia, tatuatore e ritrattista cileno, si è cimentato nell’omaggio artistico per le avvocatesse Maria Braccioli e Miranda Gentile, pioniere dell’attività forense al femminile. All’ultimo momento, però, c’è stato un “cambio” di muro: l’opera, inizialmente prevista su una parete del tribunale, è stata ritenuta “inopportuna” dagli uffici giudiziari e spostata all’istituto comprensivo D’Annunzio, nel quartiere Santa Rita, dove invece è stata accolta con grande entusiasmo. «Il tema delle avvocatesse Braccioli e Gentile è molto figo», dice Arancibia che per le sue opere utilizza pennelli e rullo, «quando in Italia le donne dovevano solo crescere i bambini e stare a casa, loro hanno voluto studiare, andando anche contro le famiglie. Quando però sono venuto a scuola e ho visto bambini anche molto piccoli, ho realizzato che il mio bozzetto non andasse bene. La street art è così, devi adattare il concetto allo spazio. Così ho cambiato tutto, in una mattinata: i soggetti sono sempre al femminile, ma sono due bambine, un po’ come se fossero le avvocatesse da piccole. Mi ha colpito un’alunna della scuola, giapponese, e le ho fatto una foto con il permesso della mamma: è lei il soggetto del primo muro. Sul secondo realizzerò una bambina con tratti completamente diversi, come diverse sono le etnie che convivono oggi in Italia». In mano le piccole tengono ramoscelli di ulivo e quercia. «L’opera si chiama “Uno sguardo al futuro”», spiega Arancibia, «l’ulivo simbolo di pace, giustizia, fratellanza, la quercia di forza e tenacia».
Su una parete di 14 metri dell’istituto Fermi, in viale Marconi, sono dipinti invece il coraggio e la forza delle tabacchine lancianesi: nel 1968 scioperarono contro i 400 licenziamenti decisi dall’Azienda tabacchi, che sorgeva non lontano dalla scuola. Ad interpretare la vicenda è Lorenzo Nicoletti, in arte Skugio, di Ancona. «Mi sono documentato su internet», racconta, «ma non ho voluto fare una rappresentazione di quello che è successo più di 50 anni fa. Ho messo insieme passato, presente e futuro. In basso ci sono le tabacchine in rivolta e poi ho chiesto la foto di una delle tabacchine ancora in vita». Passato e presente sono poi legati dalla frase “Non scordare il tuo passato. Lotta per il tuo futuro oggi”. «È un messaggio per i giovani», spiega Skugio, «di guardare indietro e ispirarsi come esempio a quello che hanno fatto le tabacchine, visto che anche oggi ci sono precariato e diritti negati. Spero che la mia opera abbia suscitato interesse. È il muro più grande che abbia fatto in 20 anni che dipingo graffiti».
Sul muro del liceo classico, infine, sono all’opera Nicola Di Totto, lancianese e coordinatore tecnico del progetto, e Nicola Canarecci, artista marchigiano, che ha già dipinto ad aprile sulla scuola Rocco Carabba. La loro opera è un omaggio alla donna “motore della storia”.