L’impresa del capitano che salvò i soldati malati

L’ex dirigente della forestale Corrado racconta le gesta del padre internato dai nazisti Svelati i quaderni scritti durante la prigionia nel campo di concentramento di Zeithain
CHIETI . Un capitano veterinario teatino che, nel campo di concentramento di Zeithain, cercò di strappare alla morte i soldati italiani malati di Tbc. Racconta la storia di Federico Corrado il libro “La rugiada”, scritto dal figlio del capitano, Giorgio Corrado. Ex dirigente del corpo forestale, professore a contratto di Diritto forestale e ambientale all’università della Tuscia, Corrado ha deciso di raccontare la storia del padre. Una storia che il capitano custodiva soltanto per la propria famiglia in un cofanetto di ricordi e che adesso – oggi è il giorno della Memoria – diventa una lezione per tutti: le memorie di Corrado, annotate in quaderni, sono diventate un libro patrocinato dai Comuni di Chieti, Perugia e Corciano, dall’Associazione nazionale ex internati di Padova e dal Rotary Club Chieti. La presentazione si terrà il 2 febbraio, alle 17,30, al museo Barbella.
Il libro racconta la cura verso i malati, le ultime drammatiche giornate di guerra, le fucilazioni di massa fino alla concitata fuga e al logorante viaggio per tornare a Chieti. A dare il titolo al libro è un’idea dello stesso capitano che intitolò proprio “La rugiada” uno dei suoi quaderni: per Corrado, la rugiada è «la differenza mostruosa tra la realtà imbarbarita dall’odio e dalla violenza ed una visione del mondo nella quale su tutto prevalga sempre la speranza dell’amore universale. La rugiada vuol rappresentare non già il pianto di dolore, di paura o di tristezza, bensì quello che inumidisce gli occhi quando si vive la gioia che si prova nel riabbracciare le persone che si amano». Interverranno il sindaco Umberto Di Primio, l’assessore alla Cultura Antonio Viola, lo storico Aurelio Bigi, il giornalista Gino Di Tizio e il docente Federico Leoni.

