L’indagata per un’ora dal pm: non ho ucciso io Ciammaichella

8 Marzo 2022

Silvia Capuzzi convocata in procura pochi giorni dopo il nuovo sopralluogo nella casa dell’omicidio Per la morte del quarantenne è sotto inchiesta anche Cristian De Leonardis, vicino della vittima

CHIETI. Ha risposto alle domande del pm per un’ora. La teatina Silvia Capuzzi, indagata insieme all’amico Cristian De Leonardis per l’omicidio volontario del quarantenne Francesco Ciammaichella, un’accusa che entrambi respingono con forza, è stata nuovamente interrogata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca. Ieri mattina, dunque, c’è stata un’altra tappa nell’inchiesta sul delitto avvenuto tra il 9 e il 10 novembre scorsi nell’alloggio popolare di via Albanese 41, dove la vittima è stata uccisa con un colpo in testa, il corpo per metà sotto il tavolo della cucina, a poca distanza una mazza da minigolf che potrebbe essere l’arma del delitto.
L’indagata è stata convocata in procura a distanza di pochi giorni dal nuovo sopralluogo nell’appartamento del quartiere Sant’Anna in cui i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Chieti hanno trovato anche tracce di eroina e una siringa. Capuzzi, 57 anni, assistita dall’avvocato Emanuele Calista, ha sempre negato qualsiasi tipo di coinvolgimento nel delitto. La donna, che abita nella palazzina popolare accanto a quella della vittima, è stata ascoltata in più occasioni – prima come persona informata sui fatti e, successivamente, come indagata – anche per ricostruire il contesto in cui viveva Ciammaichella, che percepiva il reddito di cittadinanza e aveva una cerchia relazionale piuttosto ristretta.
Il 48enne De Leonardis, che abita sullo stesso pianerottolo della vittima, nell’interrogatorio dello scorso dicembre – difeso dall’avvocato Marco Femminella – si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Per il prosieguo dell’inchiesta potrebbero essere decisivi i risultati degli esami di laboratorio svolti dal Ris. Accertamenti sono stati avviati anche sulla mazza da minigolf sequestrata nell’appartamento imbrattata di sangue, il giorno del ritrovamento del cadavere, e ritenuta compatibile con l’arma del delitto che ha provocato a Ciammaichella il trauma cranico e la successiva emorragia cerebrale risultata letale, come è emerso durante l’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio.
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