L'omicida reo confesso: "De Grandis mi stuzzicava"

13 Febbraio 2022

Amleto Petrosemolo, 70 anni, in possesso di un regolare porto d'armi, motiva così il gesto drammatico. E'  rinchiuso nel supercarcere. Per i vicini soffre di manìe di persecuzione, nel borsello aveva un'altra pistola

LANCIANO. Lo ha seguito per strada e gli ha scaricato nella schiena una decina di colpi: Amleto Petrosemolo, 70 anni, di Lanciano, ha così freddato il condomino Francesco De Florio De Grandis, 72 anni, ex imbianchino. L'omicida, ora rinchiuso nel supercarcere di Lanciano, è reo confesso ed ha genericamente motivato il drammatico gesto con il fatto che la vittima spesso lo "stuzzicava" quando lo incontrava.

I vicini parlano di comportamenti al di fuori della normalità da parte dell'arrestato, che avrebbe avuto manie di persecuzione. Ma questa cosa fino ad ora non è stata confermata da nessun certificato medico, e la cosa sarà sicuramente parte delle indagini che la procura frentana dovrà affrontare, visto che Petrosemolo risulta in possesso di un regolare porto d'armi. La pistola del delitto è stata trovata successivamente. Dopo un lungo interrogatorio del pm Serena Rossi è scattato in serata l'arresto per omicidio volontario aggravato da futili motivi.

Il pm Serena Rossi ha disposto  l'autopsia prevista a Chieti mercoledì, affidata al medico legale Cristian D'Ovidio che stamani ha effettuato sul posto una prima ispezione cadaverica esterna.

L'indagato, che vive solo dopo la separazione dalla moglie, in passato aveva avuto un negozio di elettrodomestici e riparazioni di radio e televisioni e poi ha aperto un'armeria. Appassionato di armi andava spesso anche al poligono. Nel borsello che aveva con sé, i carabinieri hanno trovato anche una seconda pistola modello Glock e un altro caricatore. In casa i militari gli hanno poi trovato altre 5 armi, tra pistole e fucili. Si sta procedendo alle verifiche per capire se tutte le armi, legalmente detenute, abbiano i titoli autorizzativi ancora validi. Mercoledì l'uomo viene interrogato dal  giudice per le indagini preliminari (Gip) Massimo Canosa per la convalida dell'arresto.

La vittima, esperto artigiano anche per la preparazione di pupazzi in carta pesta per il carnevale, era molto noto a Lanciano, conosciuto con il nomignolo di "Ciccillo". Sconvolti i residenti e l'intera famiglia. Uno dei figli, Carmine, racconta: "E' uscito a piedi per recarsi in centro, con l'autobus, come faceva normalmente e per andare a messa in Cattedrale. Aveva percorso qualche decina di metri e poco dopo qualcuno ha citofonato a casa di mia madre dicendogli che c'era il corpo insanguinato di papà a terra. Mio padre non aveva mai litigato con nessuno ed era un uomo tranquillissimo".