L’opposizione abbandona l’aula «Basta, i rincari sono troppo alti»

CHIETI. L’emendamento sul regolamento della Iuc (Imposta unica comunale), che allunga la possibilità di rateizzare i pagamenti, è l’unica cosa che ha messo d’accordo tutti. L’emendamento permette il...
CHIETI. L’emendamento sul regolamento della Iuc (Imposta unica comunale), che allunga la possibilità di rateizzare i pagamenti, è l’unica cosa che ha messo d’accordo tutti. L’emendamento permette il pagamento in cinque rate anziché tre. È stato presentato riunendo le due proposte dei consiglieri Diego Costantini e Luigi Febo e non ha trovato opposizioni. Approvato anche l’emendamento bipartisan di Febo ed Emiliano Vitale che penalizza i grandi centri commerciali a favore delle piccole botteghe.
Per il resto, il consiglio comunale di ieri è stato scandito dagli intoppi e dalle proteste, fino a quando l’opposizione non ha deciso di abbandonare l’aula. All’inizio, a bloccare tutto ci ha provato il consigliere d’opposizione Enrico Raimondi (Chieti. Da capo) presentando una pregiudiziale che però gli viene subito bocciata. «Ci è stato detto che il gestore svolge servizi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal capitolato e, dunque, abbiamo chiesto le fatture che provino quanto asserito», spiega Raimondi, «ma l’informazione non ci è stata data».
Il capogruppo di Giustizia sociale Bruno Di Paolo va invece su tutte le furie per una risposta del sindaco Umberto Di Primio al suo emendamento per ripristinare l’esenzione totale dalla Tari per chi abita nel raggio di un chilometro dalla discarica di Casoni e le riduzioni della tassa a seconda della vicinanza all’impianto. «Trovo davvero ingiusta l’affermazione del sindaco», dice Di Paolo, «secondo cui chi vive vicino alla discarica non si trova in una situazione di svantaggio ambientale. Dando l’ordine alla sua maggioranza di votare contro il mio emendamento, il sindaco ha confermato di guidare l’amministrazione con arroganza e presunzione. E soprattutto di essere distante anni luce dai problemi dei cittadini».
Il Movimento 5 Stelle, con Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, ha tuonato, invece, contro gli emendamenti presentati dalla maggioranza per correggere errori trovati in delibera. «È inaccettabile che il consiglio comunale debba provvedere con degli emendamenti alla correzione di errori commessi dai dirigenti comunali nella stesura delle delibere», dicono i due consiglieri. Come il resto dell’opposizione anche Argenio e D’Arcangelo avevano chiesto tempo per approfondire il contenuto dei tre emendamenti correttivi presentati dalla maggioranza. Al rifiuto di concedere il tempo richiesto, l’opposizione ha deciso di abbandonare l’aula. D’allora in poi per la maggioranza è stato tutto facile.
Ciò non significa, però, che gli aumenti non avessero suscito mal di pancia anche tra le file della maggioranza. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato questa volta l’Udc che, con Marco Russo, ha presentato un emendamento che prevede la possibilità di ritoccare le tariffe sino a quando non si approva il bilancio. (a.i.)

