L’opposizione al sindaco: dimettiti
La minoranza: «Città immobile, servono subito nuove elezioni»
ORTONA. La nuova giunta comunale non convince l’opposizione consiliare che auspicava e auspica le dimissioni del sindaco Leo Castiglione. Le avevano invocate Giorgio Marchegiano e Angelo Di Nardo dopo la notizia dell’azzeramento dell’organo esecutivo, torna a chiederle anche Peppino Polidori: «Dopo aver perso due anni e mezzo cerca di darsi un profilo migliore imbarcando due nuovi assessori. Un’operazione “foglia di fico” che gli permetterà qualche nuovo vaniloquio e tirare a campare per un po’ di tempo. Le feste, infatti, presto finiranno e tornerà sulla città il buio fitto. In questa situazione meglio pensare a nuove elezioni». Sempre dalla minoranza, Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti sono polemici: «Purtroppo per le famiglie e gli imprenditori ortonesi, dopo l’azzeramento il sindaco Castiglione, anziché rassegnare le dimissioni e andare a casa, ha nominato una nuova giunta». Così parlano di un motivo di delusione riguardo «la disinvoltura con la quale, ancora una volta, anziché fare chiarezza sulle vicende che in queste settimane hanno travolto la sua amministrazione, ha continuato a sostenere di non aver visto e sentito nulla, scaricando su chiunque, tranne che su se stesso, la responsabilità di quanto accaduto». Il riferimento è anche al caso delle antenne su un terreno del padre del dimissionario assessore Francesco Falcone, che ha infiammato il dibattito nelle ultime due settimane. Poi bocciano la ridistribuzione delle deleghe: «L’aver tolto dalla giunta una persona competente come l’architetto Gianni Totaro ha comportato la necessità di redistribuire le fondamentali deleghe ai Lavori pubblici e all’Urbanistica», ricordano Marchegiano e Totaro. «La prima è stata affidata a Cristiana Canosa, la seconda è rimasta in capo al sindaco Castiglione. Se fossero intellettualmente onesti, entrambi ammetterebbero che nulla sanno di queste materie». (a.s.)

