L’opposizione attacca Paolini: il suo piano confuso e deludente

21 Febbraio 2022

I consiglieri di minoranza contestano le linee guida dei prossimi cinque anni presentate dal sindaco: «Il centrodestra rinuncia a fondi già stanziati e non ha progetti per viabilità, sicurezza e commercio»

LANCIANO. Un documento «confuso, miope, imbarazzante nella forma e nelle idee, deludente, senza un filo conduttore». Non usa mezzi termini la minoranza nel giudicare le linee programmatiche presentate dal sindaco Filippo Paolini per illustrare la visione politica e amministrativa dei prossimi 5 anni.
UNITI X LANCIANO
A chiedere che il documento venisse ritirato è stato, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, il consigliere Piero Cotellessa. «Non è stata un’azione meschina come ha voluto far intendere il sindaco», precisa Cotellessa, «e non abbiamo chiesto il ritiro del documento per gli errori grammaticali (ammessi anche da alcuni componenti della maggioranza, ndc), ma sulla base di una serie di contraddizioni, ripetizioni, non conoscenza dei programmi già realizzati, errori politici che abbiamo ampiamente illustrato». A deludere la minoranza è, ad esempio, il fatto che l’amministrazione sembra voler rinunciare a «3,25 milioni di euro di fondi statali per il consolidamento e la ristrutturazione dell’ex Istituto De Giorgio e Palazzo Lotti ottenuti con un bando a cui il Comune ha partecipato nel 2019 e che ha comportato una causa vinta dal Comune al Consiglio di Stato di recente».
LANCIANO IN COMUNE
Inconsistenti anche le idee sulle politiche sociali. Lo fa notare l’ex assessore Dora Bendotti: «Mi trovo a criticare anche la forma con cui ci si è rivolti alla minoranza, ho sentito un clima di censura quando mi è stato detto che non avrei potuto criticare le linee sul sociale perché era assente l'assessore di riferimento (Cinzia Amoroso, Lega, ndc). Per le politiche giovanili la soluzione è mettere un bar dentro Villa delle Rose? Oltretutto era una cosa già prevista e bandita dalla precedente amministrazione. Ho trovato tante definizioni, ma nessun atto concreto. E non si fa cenno a Its, Fiera, Anxam, Sasi».
LANCIANO X TUTTI
«Quello presentato non è un libro dei sogni», interviene Leo Marongiu, candidato a sindaco alle amministrative, «ma un libro vuoto senza ambizioni e senza indicazioni sui nodi cruciali dei prossimi anni e di cui ho sentito fin troppo parlare per slogan in campagna elettorale: viabilità, sicurezza, commercio, fiera, rifiuti. Le linee programmatiche sono molto deludenti».
PARTITO DEMOCRATICO
Per i consiglieri del Partito Democratico, Marusca Miscia e Lorenzo Galati, il documento non presenta «alcuna innovazione o proposta di lungo respiro: per ora si incassano solo i risultati ereditati dalla precedente amministrazione». E nessuna menzione ha meritato Parco delle Rose, «un progetto denigrato e osteggiato dalla destra lancianese che a luglio ospiterà il musical dei record “Notre dame de Paris” per tre sere consecutive». «Ci sono continui riferimenti a comitati tecnici e nuovi enti cui delegare le funzioni amministrative, un modo per scaricare le responsabilità delle scelte».
AZIONE
«Il centrodestra ha cavalcato polemiche senza avere una visione della città», interviene l’ex vice sindaco e assessore Giacinto Verna. «Penso al cosiddetto “cemental park”: dovevano smantellare l’anello ciclopedonale e ripristinare il campo di calcio al suo interno, ma nessuna delle due cose è nelle linee programmatiche. Assente anche la pista ciclabile di via Del Mare che il centro destra voleva eliminare. E in contrasto con quanto si dice nel voler andare incontro ai cittadini, sono stati ritoccati i compensi della giunta e in un altro passaggio si prevede l’aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale».