L’opposizione protesta: un salasso inutile

17 Aprile 2021

Fratelli d’Italia e la Lega contestano le scelte dell’amministrazione: «Penalizzate le attività produttive»

CHIETI. Dalle file dell’opposizione arriva il no ai rincari, in particolare a quelli dell’Imu, materia sottoposta al giudizio del consiglio comunale, mentre per tutti gli altri aumenti (parcheggi, mensa, impianti sportici e oneri urbanistici) le decisioni sono solo della giunta. «Rimaniamo basiti», dice il gruppo di Fratelli d’Italia capeggiato da Carla Di Biase, «e mostriamo tutto il nostro dissenso rispetto alla scelta di aumentare l’Imu. Scelta che vede maggiormente colpite le attività produttive, per cui le aliquote sono state addirittura raddoppiate. Non solo non approviamo politicamente la scelta del predissesto, ma riteniamo gravissimo, all’interno di questa costruzione, vessare categorie già provate dalla pandemia in corso. Rimane inascoltato il grido di allarme lanciato dalle associazioni che già al tavolo prefettizio hanno descritto le difficoltà dovute da perdita di fatturato, di liquidità, di difficoltà di credito e della vessazione di tasse e imposte. FdI, che già ha presentato una mozione a favore di tali categorie, chiederà all’assessore Manuel Pantalone, di rispondere di tale comportamento».
Stessa posizione per il capogruppo Lega, Mario Colantonio, anche lui contrario tanto al predissesto quanto agli aumenti. Colantonio cita anche il caso dei rincari Imu per le onlus, che lui trova «particolarmente ingiusti», trattandosi di società senza fini di lucro. «E poi ci sono gli aumenti per per le aree edificabili», continua Colantonio, «e per i locali commerciali. E meno male che volevano sostenere commercio e artigianato. Quello è l’unico atto in cui si può esprimere il consiglio comunale, perché gli altri aumenti sono di pertinenza della giunta, e noi voteremo sicuramente conto».
Dice no agli aumenti anche Maurizio Costa (Forza Chieti) che pure non aveva votato contro il predissesto: «La norma sul predissesto», spiega il consigliere, «dice che si possono aumentare al massimo le tariffe, ma non che si debba farlo per forza. Non c’è alcun obbligo». (a.i.)