L’opposizione solleva il caso: incarico alla moglie dell’assessore

L’intergruppo: mancano i soldi per le mense ma non per gettoni di presenza e aumento dei compensi La giunta: «Dichiarazioni deliranti, compito affidato alla stessa professionista anche da Di Primio»
CHIETI. Commissioni convocate (con relativi gettoni di presenza) con troppa “generosità” e incarichi inopportuni a parenti di assessori. È l’attacco che l’integruppo, prendendo spunto dal caso della mensa scolastica sospesa, lancia contro la maggioranza del sindaco Diego Ferrara. E al quale arriva la pronta risposta da palazzo di città.
«Non ci sono i soldi per le mense scolastiche, tanto da lasciare a casa 60 famiglie senza stipendio», scrivono in una nota Serena Pompilio (Azione politica), Maurizio Costa (Forza Chieti), Mario De Lio (Udc), Bruno Di Iorio (Di Iorio Sindaco) e Giampiero Riccardo (Chieti Viva), «strano però che le risorse per altri capitoli si trovino con molta facilità: il 5 di ottobre, lo stesso giorno della determina della revoca dell’appalto mensa, il Comune incarica la moglie di un assessore con tanto di spesa sul bilancio 2023». L’incarico in questione è quello assegnato all’archeologa Maria Di Iorio, moglie dell’assessore Enrico Raimondi, per le verifiche preventive (che costeranno circa quattromila euro) propedeutiche ad alcune opere finanziate con i fondi del Pnrr (che costeranno circa 15 milioni).
«Sono fondi che non incidono sul bilancio comunale», precisa lo stesso Raimondi, ricordando che «il nominativo è stato indicato dalla Soprintendenza alla presidente dell’Archeclub di Chieti, e che incarichi analoghi erano stati assegnati dal Comune anche quando il sindaco era Umberto Di Primio». Quello dell’intergruppo, insomma, è un buco nell’acqua, a detta pure il sindaco Ferrara e l’assessore Stefano Rispoli liquidano come «deliranti dichiarazioni della minoranza» e ribadiscono che «sulle nomine c’è la massima trasparenza, specie quelle che vengono effettuate sulla base di una competenza ampiamente riconosciuta».
Ma l’attacco dell’opposizione insiste anche «gettoni di presenza ingiustificati per commissioni che non andrebbero convocate», riferendosi alle «quattro commissioni permanenti per approvare il regolamento sull’uso di piazza San Giustino», quando «sarebbe bastata la commissione Statuto e regolamenti. Soldi sperperati inutilmente su un parere peraltro non vincolante», lamenta Pompilio, Costa, De Lio, Di Iorio e Riccardo, tirando inoltre in ballo «sindaco e assessori che si sono aumentati gli stipendi a dismisura».
Ma quest’ultimo affondo per Ferrara e Rispoli è «una tigre ormai incavalcabile nonostante la campagna elettorale imminente, perché a Chieti e in tutta Italia nessuno si è aumentato nulla: gli importi sono cambiati per tutti i Comuni perché è cambiata una legge durante il Governo Draghi». Infine, su piazza San Giustino sindaco e assessore affermano che «il regolamento sarà discusso in più commissioni proprio in virtù della più ampia condivisione possibile».
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