L’Otorino riparte Ma lavori lumaca al pronto soccorso

9 Febbraio 2017

Tornano gli interventi con la chirurgia maxillo-facciale Il manager Asl sblocca il cantiere per rimuovere l’amianto

LANCIANO. La riapertura del reparto di Otorino, che era stato chiuso lo scorso giugno e accorpato alla Chirurgia. Le due unità che si riappropriano dei rispettivi posti letto all’interno dell’ospedale Renzetti, o almeno per ora. Un piano per la riapertura dell’ala in ristrutturazione del Pronto soccorso, per evitare che gli utenti che affollano ogni giorno il reparto restino in attesa per ore in una stanza asfittica. Infine i lavori per la rimozione dell’amianto tra il Pronto soccorso e la Radiologia. Sono i temi toccati durante la visita al Renzetti, ieri mattina, del direttore generale della Asl Pasquale Flacco, del direttore sanitario Vincenzo Orsatti, della direttrice del presidio Rosanna Di Nella, dell’ingegnere Asl Filippo Manci, accompagnati da Leo Marongiu, presidente del consiglio comunale e membro dello staff dell’ufficio regionale alla sanità dell’assessore Silvio Paolucci. Una visita voluta dallo stesso Paolucci, che sarà a Lanciano nei prossimi giorni per fare il punto sui cantieri che insistono da tempo nell’ospedale e per verificare lo stato di alcuni reparti.

OTORINO. Una visita fatta più di luci che di ombre quella di ieri all’ospedale Renzetti da parte dei vertici Asl. A risplendere è stata in particolare la luce del reparto di otorinolaringoiatra-chirurgia maxillo facciale, riaperto alla degenza. L’unità diretta da Lanfranco D’Archivio, cancellata al Renzetti e spostata a Chieti, ha riaperto i battenti. Dopo otto mesi di agonia il reparto torna a contare su quattro posti letto propri e altrettanti per il day surgery (ricoveri giornalieri per piccoli interventi). Nei mesi scorsi, infatti, era stato smembrato, con la Chirurgia maxillo-facciale spostata a Chieti (ed è lì la sede attuale) e Otorino accorpato alla Chirurgia, che aveva dovuto cedere tre dei 25 letti che ha. Nel reparto, nuovo poiché è stato ristrutturato pochi anni fa, si faceva solo attività ambulatoriale. Ma, visto che a Chieti spazi per la Maxillo facciale non ci sono e l’unità continua a richiamare pazienti (ci sono circa 200 utenti in attesa di intervento), si è deciso di riaprire la degenza a Lanciano. Una riapertura temporanea? Tempo di smaltire i pazienti e offrire quattro letti di appoggio per il day surgery? Domanda lecita visto che la cancellazione di Otorino con posti letto è prevista nel piano di riordino della rete ospedaliera. Otorinolaringoiatra nel piano è un servizio, un’attività ambulatoriale come lo sono Urologia e Dermatologia, senza quindi la possibilità di degenza. Per ora, però, i letti ci sono e il reparto ha riaperto.

CHIRURGIA. L’unità diretta da Lorenzo Mazzola torna così a respirare e si riappropria di tutti i 25 letti che le spettano (almeno sulla carta). Il reparto resta, però, confinato ancora al terzo piano della palazzina centrale con i pavimenti in amianto, in attesa di lavori nella propria ala occupata ora dalla Cardiologia. Che attende, a sua volta, la ripresa dei lavori fermi da oltre un anno.

PRONTO SOCCORSO. Lavori che si sono arenati anche al Pronto soccorso. Ma qui la mancata apertura dell’ala da ristrutturare provoca disagi agli utenti, costretti a stare in spazi asfittici e senza privacy, e al personale che corre su pavimenti già rotti. Una situazione denunciata dal Centro e che ha portato l’assessore Paolucci a chiedere una verifica alla Asl sui lavori. «Ci sono problemi burocratici che hanno bloccato il cantiere», spiega Leo Marongiu, «ma ora si stanno risolvendo e la ditta ha assicurato che entro giugno finirà. Riavere gli spazi è fondamentale non solo per gli utenti ma anche perché bisogna avviare l’ultima fase dei lavori: la rimozione dell’amianto dal pavimento del corridoio che collega Pronto soccorso, Rianimazione e Radiologia (amianto presente in tutta la palazzina centrale del Renzetti, ndc). Si stanno studiando le mappe per creare un percorso alternativo. Un’impresa perché quello è l’unico percorso interno diretto tra i tre reparti». Insomma per vedere il Pronto soccorso ultimato, a norma sotto ogni punto di vista, ci vorrà ancora del tempo. Con buona pace degli utenti.

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