L’Udc: uniti con Di Stefano alla guida del centrodestra

Il segretario nazionale Cesa detta la strada: in Comune per difendere i deboli Buracchio: non ci sarà un uomo solo al comando, stavolta conterà la squadra
CHIETI. «Scendiamo in campo accanto a Fabrizio Di Stefano per avere una nostra rappresentanza democratico-cristiana all’interno del consiglio comunale di Chieti e sostenere la difesa dei valori che sono dietro lo scudo crociato: famiglia, fasce deboli e concretezza nell’azione politica». Il segretario nazionale dell’Unione di Centro, Lorenzo Cesa, arriva in città per inaugurare la sede elettorale Udc alla Trinità e ribadire pieno appoggio del partito al centrodestra. Lancia anche un monito alla coalizione, con particolare riferimento alle elezioni comunali di Avezzano dove non c’è accordo sul candidato sindaco: «Basta con questi giochini. Si torni all’unità. Altrimenti l’Udc si tira fuori». Il segretario nazionale detta la linea: «L’Udc sta contribuendo a trovare una sintesi ovunque», afferma Cesa, «ma se ad Avezzano continuerà così, probabilmente l’Udc non ci sarà, perché andare così divisi in un momento tanto delicato per la politica locale, regionale e nazionale, è da irresponsabili. Ad Avezzano stiamo lavorando per coagulare tutto attorno a un unico candidato che sappia poi amministrare la città. Nel caso di Chieti non ci sono problemi, perché Di Stefano è una persona di valore, ma ad Avezzano dobbiamo trovare una sintesi, altrimenti l’Udc non ci sarà».
Ad accogliere Cesa, e a tagliare il nastro della sede che si trova attaccata alla chiesa della Trinita, c’erano i responsabili regionale, provinciale e cittadino del partito, rispettivamente Enrico Di Giuseppantonio, Andrea Buracchio e Giuseppe Marcuccitti. C’erano anche diversi esponenti Udc di fuori città, come il pescarese Massimiliano Pignoli e il consigliere comunale di Roccamontepiano Corradino Marinelli. Presenti anche i consiglieri comunali che si candidano in lista, Diego Costantini e Roberto Melideo (Mario De Lio era assente per motivi familiari) e molti candidati consiglieri, tra cui Alessandro Giardinelli, Davide Marrone, Antonio Di Primio e Fabiana Desiderio.
Di Stefano ha ricordato che il primo a sollevare la possibilità di una sua candidatura a sindaco è stato Buracchio e ha sottolineato come alcuni suoi punti programmatici sono stati approfonditi su sollecitazione proprio dei candidati Udc. È il caso, ad esempio, del progetto della rete della solidarietà o di altre iniziative che il candidato sindaco potrà presentare nel dettaglio già a cominciare dalla conferenza stampa di martedì prossimo. Buracchio ha lodato la capacità di Di Stefano di fare squadra, sottolineando la volontà del candidato di non voler fare «l’uomo solo al comando». Il pensiero è andato subito all’amministrazione di Umberto Di Primio in cui l’Udc, pur essendo in maggioranza, ha giocato un ruolo critico. Con De Lio come testa d’ariete, il partito ha bloccato la vendita della farmacia comunale, si è opposto ai tagli al sociale ed è riuscito nell’obiettivo di far abbassare la tassa sui rifiuti di 600mila euro. Buracchio ha anche sottolineato che non tutti i consiglieri comunali del gruppo hanno voluto seguire questa linea: per questo motivo alla fine le strade politiche di Marco Russo, Clara Ricciardi e dell’assessore Antonio Viola, recentemente scomparso, si sono separate da quelle del partito.
Ma non sono andati persi, laddove c’erano, i legami personali d’amicizia. Come nel caso dell’assessore morto il 29 giugno, per ricordare il quale Cesa ha chiesto un minuto di silenzio e per cui ha speso parole di stima e d’affetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

