L’udienza blindata al tribunale di Lanciano In aula solo 60 persone e una telecamera

LANCIANO. Solo sessanta persone ed un’unica telecamera ammesse nell’aula della Corte d’assise di Lanciano, dove questa mattina si celebra il processo per direttissima a Fabio Di Lello. Le misure,...
LANCIANO. Solo sessanta persone ed un’unica telecamera ammesse nell’aula della Corte d’assise di Lanciano, dove questa mattina si celebra il processo per direttissima a Fabio Di Lello. Le misure, restrittive, sono quelle decise dal presidente del tribunale frentano, Maria Gilda Brindesi (nella foto il provvedimento), in vista di un processo destinato a diventare un evento mediatico. Del resto il delitto di Italo D’Elisa, freddato a colpi di pistola per vendetta, è stato trattato come un caso di rilevanza nazionale. In vista dell’arrivo di decine di giornalisti da tutta Italia, e non solo, il presidente Brindesi ha deciso di limitare l’accesso all’aula di Corte d’assise che, per ragioni di sicurezza, non può contenere più di 90 persone. Tolta una trentina tra magistrati, parti, personale amministrativo e forze dell’ordine, non restano che 60 posti per il pubblico. Così come viene limitato «l’accesso al palazzo e all’aula ad una sola telecamere (le cui riprese saranno poi estese agli altri operatori non ammessi), con esclusione delle riprese fotografiche ed audiovisive nei corridoi e negli ambienti e spazi diversi dall’aula stessa». Per motivi di ordine e sicurezza è vietato, inoltre, l’accesso del pubblico e degli abituali utenti del tribunale agli spazi destinati a parcheggio nel cortile retrostante del palazzo di giustizia, che restano chiusi dalle 8,30 alle 12,30. (s.so.)

