L’ultimo regalo di Tony: salvate 4 vite

26 Settembre 2019

Donati gli organi del cameriere morto a 26 anni dopo il volo dalla balaustra. Sul lungomare di Fossacesia l’addio degli amici

LANCIANO. L’ultimo regalo di Tony salverà altre vite. La donazione degli organi del 26enne, morto dopo la terribile caduta da una balconata durante le feste patronali, è il grande gesto d’amore e di solidarietà voluto dai genitori dello sfortunato giovane. Un gesto che regala una speranza ad altre persone malate. Antonino Baldassare Camarda è deceduto in ospedale martedì, dieci giorni dopo l’incidente, un volo di 5 metri da una terrazza lungo viale Delle Rimembranze al termine degli spari di apertura delle Feste di Settembre. Erano le 4.30 del 14 settembre. Il giovane doveva andare a riprendere l’auto posteggiata nella strada sottostante, via Per Fossacesia, e per farlo avrebbe pensato di saltare direttamente giù dalla balconata. Ma è stato ingannato dall’altezza. Dopo lo schianto al suolo, Tony non ha più ripreso conoscenza. Attorniato dalla famiglia e dagli amici, si è spento giorno dopo giorno nel letto del reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara. Martedì mattina è stata dichiarata la morte cerebrale e, dopo un periodo di osservazione, alle 14.10 i medici hanno decretato il decesso. Dalla Procura è arrivato il via libera al prelievo degli organi, iniziato nella notte all’ospedale di Pescara. Qui da varie parti d’Italia sono arrivate le èquipe mediche specializzate in espianti che, coordinate dal reparto di rianimazione, insieme alla direzione sanitaria, hanno iniziato il prelievo: il cuore è andato a Torino, il fegato a Roma, i reni e le cornee all’Aquila. Serviranno a salvare le vite di altri malati. Al termine dell’espianto, la salma del giovane è stata riconsegnata ai familiari per le esequie. I genitori del 26enne la riporteranno a Monreale, in provincia di Palermo, città di cui la famiglia di Tony è originaria. Per questo gli amici del giovane hanno organizzato per questa mattina un ultimo saluto. In Sicilia Tony aveva studiato all’istituto alberghiero, diplomandosi come chef. Anni fa, seguendo alcuni amici, si era trasferito in Abruzzo per lavorare. Aveva trovato ospitalità nella piccola comunità di Santa Maria Imbaro, dove i vicini di casa lo incontravano quando portava a spasso il cane. A livello lavorativo aveva trovato la sua “casa” nel ristorante La Dea del mare, a Fossacesia. Qui lavorava come cameriere da circa quattro anni, ma i titolari gli affidavano anche tante altre mansioni, perché era «attento, responsabile e affezionato ai clienti. È una perdita grave», lo piangono oggi. E qui, nel luogo in cui amava lavorare, i colleghi e gli amici di Santa Maria Imbaro chiamano a raccolta chiunque voglia dare l’ultimo saluto a Tony, «per noi tutti il nostro GiòGiò». L’appuntamento è alle 8.45, alla presenza di don Leo Rosa, parroco di Fossacesia.