L’ultimo saluto a don Franco «Lascia un vuoto enorme»

Folla in lacrime per l’addio al parroco della chiesa di San Francesco da Paola L’arcivescovo Forte: «Era accogliente con tutti, ci mancherà la sua tenerezza»
CHIETI. «Don Franco era un sacerdote molto amato dalla gente perché sapeva essere accogliente con tutti», l’arcivescovo Bruno Forte ha voluto ricordare così don Francescopaolo Mancini, per tutti don Franco, venuto a mancare nella giornata di venerdì, a 76 anni, a causa di un rapido peggioramento delle sue condizioni di salute.
Tanta emozione nel corso dei funerali, celebrati ieri proprio dall’arcivescovo nella chiesa di San Francesco da Paola, di cui don Franco era parroco. «Anche se a volte poteva sembrare burbero», ha aggiunto l’arcivescovo Forte, «poi con il suo sorriso e la sua tenerezza faceva capire che anche la sua severità nasceva dall’amore, e dal desiderio di aiutare tutti coloro che gli erano intorno».
L’ULTIMO SALUTO. Una folla in lacrime si è radunata ieri per l’ultimo saluto ad un sacerdote amato da tutti; ovviamente nel rispetto delle norme anti Covid, che non hanno consentito a tutti i fedeli di seguire le esequie all’interno della chiesa.
Dopo il rito funebre a Chieti, la salma è stata portata nella chiesa della Madonna dei Raccomandati di Gessopalena, il paese di origine di don Franco. Dopo la solenne benedizione, la salma è stata tumulata nella cappella di famiglia proprio a Gessopalena, dove venerdì prossimo, alle 18, verrà celebrata la messa di riuscita.
IL RICORDO COMMOSSO. Ai funerali, inoltre, erano presenti il sindaco di Gessopalena Mario Zulli, e il sindaco di Taranta Peligna Gian Paolo Rosato. Per 25 anni, infatti, don Franco era stato parroco di Taranta Peligna, nella chiesa della Madonna della Valle, e a settembre scorso anno addirittura ricevuto la cittadinanza onoraria in occasione dei suoi 50 anni di sacerdozio. Il parroco era rimasto molto legato alla comunità di Taranta Peligna, in cui tornava spesso, ma anche a quella di Turrivalignani.
AMATO DA TUTTI. «La morte si è portata via il sorriso e la tenerezza di don Franco», ha detto l’arcivescovo Bruno Forte durante l’omelia, «questo tragico avvenimento, da un lato, è una grande prova per tutta la comunità, che inevitabilmente deve affrontare un momento di fragilità, ma al tempo stesso abbiamo la certezza che il Signore lo accoglierà in cielo, dove don Franco pregherà per noi». Molto emozionante l’ultimo saluto da parte della sorella, Giacinta, e di tutti i suoi nipoti presenti alle esequie ieri pomeriggio. «Dal profondo del nostro cuore, ci sentiamo di ringraziarlo», ha aggiunto Bruno Forte, «don Franco ci ha preceduto in cielo e con il suo affetto ci preparerà un posto al fianco dell’amato Gesù».
LA SUA LETTERA. Al termine della cerimonia è stata anche letta ai fedeli una lettera che don Franco, uomo di grande cultura, aveva scritto tempo fa ai ragazzi della sua parrocchia con cui aveva fatto un viaggio ad Assisi. Il parroco aveva scelto di chiudere quelle poche righe scrivendo: «Vorrei che sulla mia tomba, quando morirò, ci fosse scritto “Ha amato la Chiesa”. Solo questo».
Don Franco aveva tanti interessi: dalla musica classica all’arte, ma solo verso Dio provava un sentimento profondo: «Sì», conclude l’arcivescovo Forte, «don Franco ha amato davvero la Chiesa».
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