L’ultimo saluto a Lorenzo con il rombo delle moto

12 Luglio 2023

Chiesa gremita per l’addio al 41enne di Perano morto in un incidente a Lido Riccio L’arrivo del feretro annunciato da decine di centauri, poi i clacson suonati insieme

ALTINO. Come a volerlo trattenere ancora con sé, la giovane moglie stringeva al petto il casco integrale da motociclista di suo marito, Lorenzo Chiavelli, 41 anni, morto domenica scorsa in seguito a un incidente stradale. Lo ha accarezzato quel casco, Federica, prima di appoggiarlo sul feretro, nella chiesa gremita della Madonna del Rosario, a Selva d’Altino. C’erano tante persone ieri pomeriggio sotto una canicola inclemente; tra la folla, il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli - l’abitazione di Lorenzo e Federica è a poche centinaia di metri dalla chiesetta - e quello di Perano, Gianni Bellisario, paese di origine della famiglia di Lorenzo.
È stato un rumore cupo e sordo ad annunciare l’arrivo del carro funebre: decine di moto di grossa cilindrata hanno dato, a folle, il “tutto gas” che era accresciuto, come intensità, da clacson suonati all’unisono. È stato questo il saluto dei centauri a Lorenzo, loro amico in tante uscite con la moto così come accaduto domenica scorsa: un giro in relax prima di raggiungere, nel pomeriggio, sua moglie al mare al lido Le Morge di Torino di Sangro. L’incidente si è verificato versi le 14.30 sull’Adriatica, a Lido Riccio, nel territorio di Ortona. Lorenzo viaggiava in direzione sud. Pare abbia iniziato a zigzagare in modo insolito per un centauro esperto, prima dello schianto frontale contro una 500 Abarth nera causato dall’invasione di corsia da parte della moto di grossa cilindrata. Le condizioni di Lorenzo sono apparse subito disperate. I medici dell’ospedale di Pescara, dove è arrivato con l’elisoccorso, hanno fatto di tutto per strapparlo alla morte, ma i tentativi sono risultati vani. L’autista della 500, A.T., 19enne, è rimasto quasi illeso.
Ieri il rito funebre è stato concelebrato da don Andrea Rosati, parroco di Monte Marcone (il parroco di Altino è fuori sede) e don Nicholas Di Crescenzo, parroco di Perano e vicario zonale. Toccanti le parole di don Andrea nell’omelia. «Conosco bene il cuore e l’animo di chi ama la moto. So», ha detto, «che la morte non spezza l’amore per la moto. Chi va sulle due ruote sa che corre questo rischio e che il pericolo c’è e molti non comprendono ciò. Andare in moto è un confrontarsi con se stessi e con la strada. Quando il motociclista muore lo fa con onore e dignità, si muore lì dove si è sempre vissuto. Solo chi va sulla moto può capire questo, gli altri no».
Il celebrante ha poi usato parole di conforto per i familiari e ha pregato dicendo che il dolore per la morte di un caro trova compimento nelle famiglie unite. Durante tutta la cerimonia funebre Federica e Barbara, moglie e sorella di Lorenzo, non hanno mai separato le loro mani dal feretro, come a dire al loro congiunto: “Vedi? Non devi spaventarti, siamo qui con te, come prima e per sempre”. Era bravo Lorenzo, nel lavoro (geometra in grandi cantieri), nella famiglia e nelle amicizie. Appena il 4 luglio scorso aveva festeggiato poco lontano dalla chiesa della Madonna del Rosaio il suo 41° compleanno.
Oltre alla moglie e alla sorella lo piangono la mamma Silvana, il papà Enzo, i cognati Federico, Tommy e Valentina, e i suoceri Mario e Carmelina. All’uscita della piccola chiesa i tanti parenti e amici lo hanno salutato con un applauso e tante lacrime. Poi un nuovo e unico rombo di motori è stato l’ultimo commiato.
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