L’università riapre Palazzetto dei Veneziani

29 Ottobre 2019

Lo storico edificio torna al centro della vita culturale: domani l’inaugurazione con il rettore Caputi

CHIETI. Palazzetto dei Veneziani, l’elegante edificio dalla facciata rossa, torna al centro della cultura teatina. È in programma domani alle 11.30 la cerimonia ufficiale di inaugurazione della nuova sede che ospiterà gli uffici di rappresentanza dell’ateneo d’Annunzio e dell’Unidav, l’università telematica Leonardo da Vinci. Un taglio del nastro atteso perché segna l’inizio della seconda vita di un’immobile che ha rischiato di restare chiuso. Proprio per questo è lungo l’elenco degli invitati alla manifestazione: ci saranno il rettore Sergio Caputi, il direttore generale dell’ateneo Giovanni Cucullo, il rettore dell’Unidav Mario Di Gioacchino, il prefetto di Chieti Giacomo Barbato, l’assessore regionale Piero Fioretti, il questore Ruggiero Borzacchiello, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio e il vice di Pescara, Giovanni Santilli, l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, oltre alle autorità accademiche, civili e militari.
La riapertura di Palazzetto dei Veneziani in largo Teatro Vecchio coincide con il ritorno dell’università in centro: un ritorno invocato da più parti ma mai preso in considerazione dalle precedenti gestioni universitarie. È stato Caputi a credere nel progetto: l’università ha acquistato Palazzetto dei Veneziani dalla Confindustria al costo di 1.510.000 euro. Un’operazione andata in porto con lo scambio di una pesante e antica chiave data dal presidente di Confindustria Silvano Pagliuca al rettore.
L’immobile ospitò l’antico teatro San Ferdinando che poi prese il nome di Teatro Marrucino. Nel corso della sua storia fu sede anche del distretto militare di Venezia (di qui il nome attuale) durante la prima guerra mondiale. Quando venne acquistato dall’associazione di categoria, Confindustria lo fece anche ristrutturare: i lavori furono portati a termine negli anni Novanta dal teatino Teresio Cocco. Il 30 settembre del 2014 le due Confindustria di Chieti e Pescara formalizzarono la fusione e pian piano il palazzetto si svuotò. Confindustria mise a disposizione delle associazioni e degli ordini di categoria, come quello dei Commercialisti.