La Asl: dialisi al palazzo ex Eca Ma per il Comune va abbattuto

22 Ottobre 2023

Continuano le polemiche sul trasferimento del reparto ad Atessa con la costruzione del nuovo Renzetti Marongiu (Pd): «I due enti si mettano d’accordo». Orecchioni (PL): «Avanti con la petizione sul “no”»

LANCIANO. «Per la Asl il palazzo ex Eca potrà accogliere la dialisi che lascerà l’ospedale Renzetti. Per il Comune lo stesso immobile invece sarà un’area parcheggio a servizio della casa di comunità. Il manager Thomas Schael e il sindaco Filippo Paolini si mettessero d’accordo invece di prendere in giro i cittadini e trovassero soluzioni concrete». È il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd) a tornare sul problema del trasferimento della dialisi dall’ospedale di Lanciano ad Atessa e a sollevare interrogativi sul futuro dell’ex Eca, palazzo ceduto dal Comune alla Asl per costruire la Casa di comunità e che per l'azienda invece potrebbe accogliere proprio la dialisi, quando al Renzetti inizieranno i lavori per il nuovo ospedale.
L’EX ECA«A 7 giorni dalla manifestazione di pazienti, partiti, movimenti e associazioni davanti al Renzetti per dire no al trasferimento della dialisi dall’ospedale non abbiamo ricevuto risposte ma solo il tentativo di placare l’indignazione dei cittadini», spiega Marongiu. «È solo infatti grazie alla mobilitazione che è emerso il problema del trasferimento della nefrologia- dialisi da Lanciano ad Atessa che Schael ha comunicato a Paolini e primari a inizio ottobre e che il manager stesso aveva messo nero su bianco sul documento della costruzione del nuovo ospedale (pagina 15, ndc). Proteste che hanno sollevato risposte affrettate anche da parte del presidente della Regione, Marco Marsilio, che forse non era stato informato da Schael del documento e che ha affermato che la soluzione per la dialisi a Lanciano "si troverà entro tre anni con il Comune". Poi l'intervento riparatore del manager dello spostamento della dialisi in un immobile in città, l’ex Eca, accanto alla futura Casa di comunità: una non-soluzione». L’ex Ente comunale di assistenza (Eca) utilizzato fino al 2009 come succursale delle magistrali è stato da poco acquisito dalla Asl per poter realizzare la Casa di comunità e in cambio l'azienda ha ceduto al Comune un immobile via dei Frentani e circa 300mila euro. «Ma qui la pezza è peggio del buco», riprende Marongiu, «ad oggi sull’immobile infatti non c’è nulla di concreto: né finanziamenti, né progetti perché i fondi Pnrr, 1,9 milioni di euro, servono per realizzare la Casa della salute in via Spaventa e per la permuta. Inoltre l’amministrazione in consiglio comunale aveva ipotizzato al posto dell’immobile, un’area parcheggio, per rispondere alle perplessità dei residenti e alle necessità di posti della struttura sanitaria che restano sulla carta. E che dire dell’immobile ottenuto in cambio in via dei Frentani che resterà vuoto visto che neanche un euro gli è stato destinato in bilancio. Quindi ad oggi ci sono due scatole vuote, l’Ex Eca e l’ufficio in via Dei Frentani e il problema dialisi aperto».
LA PETIZIONE PROSEGUE E per avere risposte concrete sulla nefrologia-dialisi, continua la petizione avviata la settimana scorsa durante il sit-in. «La nostra non è una battaglia di campanile», chiude il consigliere, «tanto è vero che la dialisi sul territorio già c'è a Casoli e ad Atessa speriamo riapra al più presto, ma vogliamo risposte concrete e ufficiali per Lanciano che finora non ci sono. Per questo continueremo a raccogliere le firme contro lo spostamento della dialisi». «Con la petizione rafforziamo la protesta di sabato scorso», spiega Carlo Orecchioni, di Progetto Lanciano, «in difesa di pazienti che dovrebbero traslocare ad Atessa: non vogliamo nulla togliere ad Atessa, ma neanche bisogna sempre togliere a Lanciano. Abbiamo gruppi diversi che stanno raccogliendo le firme e sabato 28 e domenica 29 ottobre allestiremo un punto di raccolta in centro».
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