La Asl sul Polo del cuore «No al sovraffollamento»

Il dg Schael incontra l’esperto Colombo e vara misure per non ingolfare Chieti «Sì al ritorno dei pazienti negli ospedali di provenienza dopo gli interventi»
CHIETI. L’incontro con un luminare di cardiologia ed emodinamica premette al nuovo direttore generale della Asl di fare il punto sui temi della programmazione e dell’organizzazione della rete di emergenza cardiologica. Ne esce fuori una misura per non sovraffollare il Polo del cuore teatino: ordinando, dove è possibile, il trasferimento dei pazienti nelle Utic di provenienza.
Il direttore Thomas Schael ha incontrato ieri, a margine di una lezione all’università d’Annunzio, Antonio Colombo, l’ex primario di Emodinamica e Cardiologia interventistica del San Raffaele di Milano, membro del Consiglio superiore di sanità fino allo scorso dicembre, indicato tra i sei scienziati italiani più influenti al mondo dall’“European Journal of Clinical Investigation”. Colombo ha evidenziato che, secondo le linee guida internazionali, per dare ai pazienti un minimo di garanzia sull’esito positivo degli interventi, un centro di emodinamica deve eseguire almeno 250 procedure di angioplastica coronarica l’anno. «Potrebbe essere più deleterio per il paziente subire un intervento invasivo in una struttura priva della necessaria esperienza», ha affermato l’esperto, «che arrivare mezz’ora più tardi in un laboratorio di Emodinamica con le giuste competenze».
Nel corso dell’incontro Nicola Maddestra, direttore dell’Emodinamica dell’ospedale di Chieti, e il cardiologo Marco Zimarino, hanno colto l’occasione per illustrare l’organizzazione del servizio. A Chieti, nell’ambito del Polo del cuore è collocato il centro hub con l’Emodinamica, l’unità coronarica con la sub-intensiva e il reparto di Cardiologia, la Cardiochirurgia e la Chirurgia vascolare mentre a Lanciano e Vasto vi sono due Unità coronariche. Maddestra ha illustrato l’attività della sua unità operativa, dove nel 2018 sono state eseguite 1.650 coronarografie e 750 angioplastiche coronariche, di cui 285 in pazienti con infarto miocardico acuto. Dovendo assicurare una continuità assistenziale l’Emodinamica è attiva 24 ore su 24 e sette giorni su sette, in modo da soddisfare tutte le richieste, in urgenza e programmate, provenienti da tutte le Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) della Asl. In particolare è stato attivato un percorso diagnostico/terapeutico nei pazienti con Nstemi, ossia pazienti nei quali la coronarografia è programmabile entro 24/72 ore, provenienti in ambulanza dalle Utic di Lanciano e Vasto che a fine procedura vengono ri-trasferiti alle Utic di provenienza. Nel corso del 2018 questo protocollo ha permesso di eseguire 170 procedure nei pazienti provenienti dall’Utic di Lanciano e 77 pazienti da quello di Vasto. Per quanto riguarda le procedure in urgenza, in particolare quelle nei pazienti con infarto miocardico acuto, la tempestività della diagnosi è assicurata dalla presenza delle ambulanze del 118 medicalizzate presenti sul territorio e dall’elisoccorso. Tutti i mezzi sono dotati di un elettrocardiografo che permette di effettuare la diagnosi di infarto. Nel 2018 sono stati trattati 75 pazienti con infarto miocardico acuto provenienti da Lanciano e 52 pazienti provenienti da Vasto. Essendo questi ultimi pazienti in condizioni cliniche instabili, a fine procedura vengono tutti ricoverati all’Utic di Chieti. Su proposta del professor Colombo, il direttore generale ha convenuto che i pazienti vengano ritrasferiti, se le condizioni cliniche lo permettono, nelle Utic di pertinenza. (a.i.)
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