La banda del buco assalta il negozio e scappa con 14 stufe

I malviventi sfondano una parete per rubare alla Comedil C’è l’ipotesi del raid su commissione, caccia alle telecamere
CHIETI. L’assalto va in scena nel cuore della notte. La banda del buco sfonda il muro del negozio, ruba 14 stufe a pellet, le carica su un furgone e si dà alla fuga. Ora è la polizia a indagare per dare un volto ai componenti della gang che, tra giovedì e venerdì, ha messo a segno un colpo da circa 28mila euro alla Comedil Messino, al civico 308 di via Pietro Nenni, al confine tra Sambuceto e Chieti. Tutto lascia pensare che si sia trattato di un furto su commissione, pianificato nei minimi dettagli da professionisti del crimine.
LA RICOSTRUZIONE
I ladri entrano in azione verso le 3: rompono la catena del cancello d’ingresso e si avvicinano con un mezzo pesante al punto vendita specializzato in stufe, camini, forni e barbecue. Per introdursi nel negozio, bucano una parete che si trova sul retro dell’edificio, dunque lontano da eventuali occhi indiscreti, utilizzando probabilmente un piccolo martello pneumatico. Un foro – ampio a tal punto da consentire il passaggio di un adulto – che permette ai malviventi di arrivare nel bagno dell’attività commerciale. Da qui è un gioco da ragazzi raggiungere l’area espositiva e, subito dopo, il magazzino. Prima, però, i banditi mettono fuori uso una delle telecamere, girando l’obiettivo in modo tale da non essere ripresi. La banda sa esattamente cosa portare via, ovvero le 14 stufe che hanno un valore indicativo di circa 2mila euro ciascuna; poi, c’è la fuga col furgone carico di merce. Il piano viene portato a conclusione in 45 minuti. Il sistema d’allarme di cui il negozio è dotato non scatta: l’ipotesi è che i criminali siano riusciti a disattivarlo. Fatto sta che, nel giro di poco tempo, i ladri fanno perdere le loro tracce. Le possibili via di fuga, d’altronde, sono piuttosto agevoli: il casello di Dragonara dell’autostrada A14 è a pochi passi, così come l’asse attrezzato che collega Chieti a Pescara. Solo ieri mattina, al momento dell’apertura, i dipendenti si accorgono che è stato messo a segno un furto e telefonano al 113.
LE INDAGINI
Sul posto si precipitano gli agenti delle volanti, i poliziotti della scientifica e gli investigatori della squadra mobile. Il sopralluogo, a caccia di eventuali tracce lasciate dai malviventi, va avanti per ore. Adesso indicazioni utili alle indagini potrebbero arrivare dal sistema di videosorveglianza del negozio e di altre attività della zona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

