La beffa del metal detector: è montato ma non funziona

Tribunale, il dispositivo di sicurezza è stato installato ormai quattro mesi fa Dipendenti e avvocati sollecitano la sua attivazione, bloccata dalla burocrazia
VASTO. Il metal detector c’è, ma non funziona. A distanza di quattro mesi dall’installazione del dispositivo di sicurezza il tribunale di via Bachelet è totalmente privo di controlli e alla mercé di malintenzionati, con grande disappunto degli operatori giudiziari e degli avvocati che quotidianamente frequentano il Palazzo di giustizia. Neanche l’aggressione verbale subita nei mesi scorsi dal giudice del lavoro Caterina Salusti -offesa e ingiuriata da una delle parti in causa dopo la lettura della sentenza- è riuscita a smuovere la palude della burocrazia. Non hanno sortito effetti neppure i numerosi solleciti inoltrati dal presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo, e dal procuratore capo Giampiero Di Florio. In quattro mesi non si è mosso nulla. Pare che dietro la mancata attivazione del sofisticato apparecchio, dotato anche di una fotocellula a doppio sensore ottico che consente di conteggiare il numero di persone che vengono controllate, ci sia il solito rimpallo di competenze: bisogna individuare la persona che dovrà presidiare l’accesso per poter intervenire nel caso in cui scatti l’allarme.
«Sono aspetti che non ho approfondito», si limita a dire l’avvocato Vittorio Melone, presidente del consiglio dell’Ordine forense, «ho però dato la disponibilità a mettere a disposizione un software per il riconoscimento del tesserino degli avvocati. Posso aggiungere che tra i colleghi la questione sicurezza è molto sentita».
Il metal detector portuale è stato installato all’ingresso dell’edificio in via Bachelet lo scorso dicembre, in attuazione della richiesta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Per rendere l’ufficio giudiziario più sicuro, il Comune ha dato incarico ad una ditta privata, la Securitaly srl di Cesenatico, per la fornitura del dispositivo. La scelta è ricaduta su un metal detector portuale ad alta sensibilità, marca Garrett, per la rilevazione di oggetti metallici pericolosi quali pistole, coltelli, e apparati come telefonini, telecamere o macchine fotografiche. Nonostante il trasferimento delle competenze economiche dai Comuni al ministero della Giustizia, la giunta municipale ha deliberato una variazione di bilancio per il varo del “pacchetto sicurezza” che, oltre al metal detector, prevede la realizzazione di un impianto rilevatore di fumo presso l’archivio del tribunale e l’installazione di una porta antipanico dotata di due maniglioni e vetri antisfondamento. Il tutto per una spesa complessiva di 24mila euro. Per fortuna finora non si sono verificati casi gravi, ma tutti sono a conoscenza dell’aggressione verbale subita dal giudice Salusti, insultata dopo la lettura del dispositivo di sentenza. Una delle parti in causa ha inveito contro il magistrato buttandole delle monete addosso.
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