La bimba ritrovata in Germania: «Sto bene, voglio tornare a casa»

La minore parla al telefono con l’avvocato Monia Scalera, nominata curatrice speciale dal tribunale: «Quella sera non volevo andare via con la mamma, lei non mi aveva detto dove eravamo diretti»
CHIETI. «Sto bene, ma voglio tornare a casa». Sono le parole della bambina di otto anni di San Giovanni Teatino che, quasi due mesi fa, è stata portata via dalla madre e ora si trova in Germania, dove la donna è stata arrestata. La piccola, temporaneamente affidata a una famiglia tedesca dopo essere stata ritrovata il 3 luglio grazie alle indagini della squadra mobile di Chieti, ha avuto più colloqui telefonici con l’avvocato Monia Scalera, nominata curatrice speciale dal tribunale per i minorenni dell’Aquila.
IL RACCONTO DELLA PICCOLA
Lo scorso 25 maggio la madre della bambina – alla quale era stata sospesa la responsabilità genitoriale perché coinvolta in una vicenda di spaccio di droga – ha violato la misura dell’obbligo di dimora a San Giovanni Teatino, si è allontanata dall’Italia con la figlia, temporaneamente affidata alla nonna, e ha raggiunto la Germania con un autobus partito da Bologna. «Quella sera», ha raccontato la bambina, «io non volevo andare via, la mamma non mi ha detto dove andavamo. Non ho capito bene neanche il posto dove ci trovavamo. Ho capito che non eravamo in Italia solo perché parlavano un’altra lingua, però non mi sono resa conto che eravamo in Germania». Il giorno del ritrovamento, quando la polizia tedesca è piombata in un’abitazione di Duisburg, la bimba stava pranzando insieme alla madre e alla zia paterna, anche lei arrestata perché condannata in via definitiva, in Italia, alla pena di 18 anni di reclusione per reati in materia di stupefacenti.
VIA LIBERA AL RIENTRO
Nel corso di un incontro che si è tenuto martedì a Roma, nella sede del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, è di fatto arrivato il via libera per il rientro della bambina. Contestualmente, sono state avviate interlocuzioni con le autorità tedesche. In tal senso, l’avvocato Scalera è in contatto con il consolato generale d’Italia di Colonia, competente anche nell’area di Duisburg. Il ritorno della bimba in Abruzzo, dunque, potrebbe esserci tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima.
ANDRà IN CASA FAMIGLIA
Una volta in Italia, la minorenne – come disposto dai giudici (presidente Roberto Ferrari, relatore Italo Radoccia) – sarà collocata in una casa famiglia «con assoluto divieto di prelievo». Secondo il tribunale, «il grave e irresponsabile comportamento dei genitori è indice della loro scarsa idoneità a svolgere il delicato ruolo; l’incuria e la negligenza mostrate rivelano che entrambi trascurano in modo palese i doveri inerenti alla responsabilità genitoriale, commettendo gravi reati e, quanto alla madre, violando in modo palese e spregiudicato gli ordini di protezione emessi in favore della figlia».
TUTTI I FAMILIARI INDAGATI
«In questa vicenda», scrive ancora il tribunale per i minorenni, «va anche considerata la grave negligenza della nonna collocatoria che ha omesso la necessaria vigilanza sulla nipote, di fatto agevolando la madre nel suo proposito di sottrarre la bambina e portarla con sé all’estero verso un’incerta destinazione, esponendo la figlia a evidenti rischi per la sua incolumità». Non a caso, nell’inchiesta sulla scomparsa della bimba sono indagate (in questo caso a piede libero) anche altre cinque persone, tutte parenti della piccola, ovvero la nonna, il padre, la sorella e gli zii materni: per l’accusa, sono complici della madre, in quanto pienamente consapevoli dell’organizzazione della fuga, tant’è che hanno denunciato la sottrazione della minore con colpevole ritardo.

