La camorra e le 23 case a Vasto: «L’infiltrazione è ormai reale»

29 Ottobre 2023

Sequestro di immobili, auto e società per 8 milioni di euro a un imprenditore legato al clan dei Casalesi Il sindaco scrive al ministro Nordio: non si tocchi il tribunale. Alinovi (Codici): aumentare la vigilanza

VASTO. La camorra è tra noi. Il Vastese non è più immune ai tentacoli della malavita e il rischio infiltrazioni ormai è cosa reale. La conferma arriva dal sequestro di 23 appartamenti a un imprenditore originario di Casal di Principe (Caserta), titolare di aziende edili e immobiliari, ritenuto appartenere, sin dal 2000, a un ristretto gruppo di imprenditori di fiducia delle fazioni Schiavone e Russo del clan dei Casalesi.
Ad indagare e intervenire è stato il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Napoli in esecuzione di un provvedimento di sequestro emesso dalla Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione distrettuale Antimafia. Il tessuto economico del Vastese con la sua rete di piccole e medie imprese e di sportelli bancari, attira i gruppi criminali che cercano di inserirsi soprattutto all’interno della piccola imprenditoria.
Il sindaco Francesco Menna non nasconde la propria preoccupazione. Il primo cittadino annuncia una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in cui, alla luce degli ultimi avvenimenti, torna a reclamare una Procura dotata di strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. «Vasto non può dipendere dalla Dda di Foggia o di Napoli», afferma Menna. «I fatti dimostrano che il nostro territorio è sensibile a infiltrazioni della criminalità campana e pugliese. È un importante punto strategico in quanto crocevia per i traffici illeciti. In sostanza in Abruzzo, terra ancora sana, la mafia, la camorra, la ’ndrangheta vedono l’occasione di fare soldi e per questo motivo cercano in tutti i modi di esserci. Terreno fertile nel quale confondere il denaro sporco con quello pulito, riciclando senza incorrere nel rischio di essere scoperti. Torno a rivolgere un appello anche al senatore Etelwardo Sigismondi affinché rappresenti i rischi del Vastese a Roma e aiuti il territorio a difendersi salvando la Procura».
Riccardo Alinovi, referente dell’associazione Codici, invita anche la politica locale ad alzare il muro di protezione. «L’amministrazione comunale e chi governa questo territorio», afferma Alinovi, «devono diventare sentinelle e vigilare affinché la malavita non metta radici in città. Spesso la politica e le istituzioni non vedono il pericolo e noi tantomeno ci rendiamo conto di questa oscura presenza ma i fatti, e l’allerta dei magistrati, testimoniano presenze inquietanti nel nostro territorio. Soprattutto l’edilizia è terreno fertile di investimenti di denaro sporco. Invito il Comune e fare attenzione. Vanno fatti accurati accertamenti su chi arriva da fuori regione e chiede di investire».
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