La candidata sindaco Pennetta acclamata da 400 sostenitori

VASTO. «Non mi aspettavo tanta gente. E’ il segnale che i cittadini sono stanchi dei politici di professione. Io sono espressione civica autentica, non temo nessuno». Così Angela Pennetta ha...
VASTO. «Non mi aspettavo tanta gente. E’ il segnale che i cittadini sono stanchi dei politici di professione. Io sono espressione civica autentica, non temo nessuno». Così Angela Pennetta ha commentato il pienone al teatro Figlie della Croce, location scelta per la sua prima uscita pubblica da candidato sindaco, l’unica donna in pista finora. Nella sala c’erano circa 400 persone, molte delle quali sono rimaste in piedi e hanno salutato con fragorosi applausi i suoi interventi dal palco. «Ho deciso di scendere in campo perché la città è devastata, abbandonata a se stessa. La speranza è di poterla cambiare», ha esordito l’avvocatessa, che rispondendo alle domande dei giornalisti presenti ha chiarito la sua idea di città, stigmatizzato il piano regolatore «che ha contribuito ad imbruttire Vasto perché si è costruito anche dove non si doveva, mi riferisco per esempio a Montevecchio», e menato fendenti a destra e a sinistra. «Non temo nessuno e non faccio inciuci, la scelta è di campo tra centrosinistra, centrodestra e i cittadini: noi siamo con i cittadini», ha incalzato la Pennetta, che ha precisato di stare lavorando alla quinta lista civica. «Come scelgo i candidati? Sono loro che mi stanno contattando e sono soprattutto giovani. Da domani comincerò a setacciare i quartieri per conoscere i problemi». Sollecitata a dare un giudizio sull’attuale amministrazione e sul ruolo avuto in questi anni dall’opposizione consiliare non si è certo tirata indietro. «Lapenna ha distrutto Vasto», ha detto «è stato deficitario soprattutto nel rapporto con i cittadini. Come si fa a fare il sindaco se non si parla con la gente? Quello che di positivo ha fatto è stato sfruttare la sua carica per diventare presidente dell’Anci». Ha riservato un affondo anche a Massimo Desiati, candidato sindaco del cartello elettorale Vasto 2016 e a Giuseppe Tagliente, ex consigliere regionale. «Alle elezioni del 2011 ho appoggiato Desiati perché credevo potesse fare sintesi nel centrodestra», ha sottolineato, «ma così non è stato». L’ incontro è terminato dopo un’ora con una standing ovation finale. (a.b.)

