La carica di mille studenti con il sogno del camice

I test per l’ammissione all’università d’Annunzio tornano ai livelli pre-Covid Nell’ateneo ci sono 286 posti a disposizione: il 30 luglio il prossimo tentativo
CHIETI. Numeri tornati al pre-Covid per gli aspiranti medici che ieri hanno affrontato il primo dei due test estivi per essere ammessi ai corsi di laurea a numero chiuso di Medicina e chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria. In 1.060 ieri si sono presentati alla d’Annunzio con il sogno di vestire il camice bianco. Si erano iscritti in 1.156, in 96 non si sono presentati.
«Siamo tornati alla partecipazione pre-Covid, mentre nel periodo Covid eravamo scesi anche sotto i mille», dice la docente Raffaella Muraro, presidente della Scuola di medicina che ha organizzato la prova selettiva. Prova blindata, con le attività didattiche sospese nel campus dalle 8 alle 16, e 18 aule “requisite” per lo svolgimento del test. «Non ci sono stati problemi, tutto si è svolto in maniera regolare», assicura Muraro al termine. Le porte dell’università si sono spalancate ai ragazzi alle 10, ma il test vero e proprio è partito alle 13: a disposizione 100 minuti per rispondere a 60 domande. Gli aspiranti medici possono riprovarci il prossimo 30 luglio. L’ateneo mette a disposizione 286 posti, ma chi supera il test alla d’Annunzio non deve necessariamente scegliere questa università: può farlo anche altri atenei; in Italia i posti a disposizione sono 20.867.
La novità di quest’anno è stata la Banca dati: 3.500 quesiti pubblicati su internet con relativa risposta da cui pescare le domande per il test. «La Banca dati ci è stata sicuramente d’aiuto», dice Lucrezia Capio, studentessa pescarese che arriva dal classico di Pescara. Ci ha attinto pure l’amica di Silvi Manuela Cichella che l’anno scorso aveva già provato a fare il test e ha ritentato con il sogno di diventare cardiologa. Anche per Eleonora Carocchi di Montesilvano è il secondo tentativo: la studentessa ha già frequentato il primo anno di Farmacia, ma vorrebbe diventare oncologa: «Cambiano un po’ troppo spesso la modalità della prova», dice, «ci dovrebbe essere una linea più stabile».
Lo studente teatino Massimo Cavallo è al quinto anno del liceo Vico ma aveva già provato il test al quarto anno: «Vorrei intraprendere la medicina dello sport», dice, «ma se non dovessi superare l’ammissione ho intenzione di iscrivermi a un’altra università e riprovarci ancora il prossimo anno». Agnese Celso di Casalbordino e Alice Cipressi di Manoppello si sono conosciute dieci anni fa in un villaggio turistico, sono diventate amiche e si sono ritrovare ieri a svolgere la prova di selezione nella stessa aula. Erano sedute lontane tra di loro, ma è bastata un’occhiata per sentirsi rincuorate: «Alla fine era fattibile», dicono riparandosi da uno scroscio improvviso di pioggia con gli zaini sulla testa.
Altre due amiche, Ester Cardinale di Lettomanoppello e Valentina Calabrese di Cepagatti, entrambe studentesse dello scientifico Masci di Chieti, per volontà della sorte sono finite della stessa aula: «Ce lo aspettavamo un po’ più facile», dicono, «e poi per noi il problema è che siamo al quinto anno e dobbiamo prepararci per l’esame di stato». Stesso problema che affligge un altro gruppetto di amici: Samira Abazi e Francesca Fasoli di Guardiagrele, e Karol Belfiglio di Fara Filiorum Petri. A provare il test con loro anche l’altro amico Kevin Latifi di San Martino sulla Marrucina che, essendo di un anno più grande, è già iscritto a Farmacia ma spera di diventare dermatologo.
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