La Cgil: rischio tagli all’asilo nido, pronti a protestare con le famiglie

2 Gennaio 2022

CHIETI. «Il tema degli asili nido resta sempre una problematica da affrontare e risolvere al fine di dare risposte ai cittadini. Registriamo nuovamente in questo periodo il persistere di enormi...

CHIETI. «Il tema degli asili nido resta sempre una problematica da affrontare e risolvere al fine di dare risposte ai cittadini. Registriamo nuovamente in questo periodo il persistere di enormi criticità che rischiano seriamente di impattare sul riavvio del servizio per il 2022». La denuncia arriva dalla Cgil che chiede al Comune «l’istituzione di un tavolo permanente per delineare le azioni necessarie da intraprendere sui servizi educativi». È Giuseppe Rucci, segretario generale Cgil-fp di Chieti, a mettere in guardia dai tagli nel settore dell’infanzia: «Abbiamo apprezzato che su questa vicenda, nei mesi scorsi, erano arrivate delle informazioni confortanti che andavano in un senso opposto da quanto inizialmente previsto sul Piano di rientro», spiega Rucci, «riscontri erano arrivati anche da dichiarazioni pubbliche apparse sugli organi di stampa; questo ha consentito di avere una presenza nella sezione 18-36 mesi di 22 bambini (23 da gennaio), nel rispetto della graduatoria, su un totale di 33 (da gennaio). Essendo questi i dati», continua il sindacalista, «per rispettare il rapporto educatore/bambino stabilito dalle normative in materia, per questa sezione il numero di educatrici è di 4 unità». Ma, secondo la Cgil, con il Comune in marcia verso il predissesto, c’è il pericolo di tagli: «Eventuali e ventilati problemi di risorse andrebbero a impattare nella riduzione del numero degli operatori, creando problemi per mantenere il numero dei bambini e conseguentemente», sottolinea Rucci, «non garantendo quegli standard qualitativi/organizzativi che sono stati da sempre il pregio dell’asilo».
Secondo la Cgil, «l’approvazione del piano pedagogico per calare il progetto educativo in un contesto moderno legato a un servizio di qualità e inclusivo sono aspetti importanti, ma continuiamo a registrare una mancanza di organizzazione, progettazione e visione nel lungo periodo. Auspichiamo che la discontinuità rispetto al recente passato debba e possa considerare questo servizio non come un peso finanziario oneroso ma come un investimento sul futuro del servizio integrato 0-6 esattamente come indicato nel Decreto 65 della Buona scuola».
La Cgil avverte che, in caso di tagli, scatterebbe la protesta: «Qualora dovessero essere confermati i nostri timori ci vedremmo costretti insieme a operatori e famiglie a indire una assemblea pubblica sul tema, per denunciare nuovamente questa problematica».