La chiesa di Santa Maria Maggiore riapre e riemergono nuovi tesori

Dopo 4 anni di lavori torna ai fedeli il tempio del rione Civitanova: la cerimonia alle 18 di San Giuseppe Scoperto un affresco della fine del ’400: è un pranzo in occasione della festa di compleanno di Erode
LANCIANO. Un frammento di cielo stellato, un arco blu e tracce di rosso. Il rosone che torna a mostrare i suoi colori e un affresco scoperto nella navata laterale risalente alla fine del ’400. Sono i tesori riemersi nella chiesa di Santa Maria Maggiore dopo i lavori di manutenzione straordinaria, risanamento igienico sanitario e consolidamento. Lavori avviati nel 2019, grazie ai fondi della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) e della Curia e appena conclusi che permettono la riapertura, martedì 19 marzo con la messa alle ore 18, di una delle chiese più antiche della città, degli edifici sacri più importanti d’Abruzzo e monumento nazionale dal 1902.
L’APERTURA«È un giorno di festa martedì, San Giuseppe, ed è un giorno di festa per la città con la riapertura, finalmente, di Santa Maria Maggiore», dice l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, annunciando la riapertura della chiesa di Civitanova alla presenza don Domenico Di Salvatore, direttore dell’ufficio per i beni culturali della diocesi, dell’ingegnere Angelo Di Monte, tecnico della curia, degli architetti Emanuela Criber della Soprintendenza Archeologia, Loredana Marino e Marco Caliendo. «Restituiremo alla comunità un luogo, una chiesa dove si ascolta la parola di Dio, si celebra l’eucarestia, ma soprattutto vive la comunità», continua il vescovo. «Santa Maria Maggiore riapre dopo lavori complessi con una cerimonia che inizia alle 18 con la consegna simbolica del cantiere da parte dell’ingegner Di Monte a me, a Don Domenico e alla comunità. Ci sarà la benedizione di ogni sua parte, dall’ingresso all’ambone che nella forma ricorda la pietra rovesciata del sepolcro di Gesù. Poi ci sono l’unzione e dedicazione dell’altare, in marmo e con una reliquia di San Tommaso Apostolo, e la benedizione della fonte battesimale». «È una rinascita», aggiunge don Domenico, «per la comunità, per Civitanova e per l’edificio stesso che versava in condizioni critiche da anni; c’erano importanti infiltrazioni di acqua dal tetto e umidità che la stavano distruggendo. Da qui i lavori divisi in tre lotti per 1.095.000 euro di cui 800mila della Cei».
I LAVORI«Il 1° lotto degli interventi nel 2018 ha riguardato il tetto, proprio per chiudere le infiltrazioni», continua l’ingegnere Di Monte, «il 2° avviato nel 2019 e appena concluso dopo aver fronteggiato anche gli stop causati dalla pandemia, ha riguardato l’interno della chiesa. Il 3° lotto è in corso, ed è il restauro dell’antica facciata con il rosone e il portale del 1317. Durante i lavori sono emersi dei tesori: tracce di colore e nella cappella laterale una pittura del XV secolo che rappresenta un pranzo in occasione della festa di compleanno di Erode. La sta studiando il professor Gaetano Curzi dell'Università d'Annunzio». A spiegare i lavori sulla pavimentazione, contestata da alcuni, intonaci, luci, riscaldamento, è l’architetto Criber. «Il restauro è un lavoro di equipe ed è fatto spesso di imprevisti e scelte come quelle del restauro del 1968 che aveva già cambiato alcuni tratti di una chiesa secolare», spiega. «Siamo partiti dalle coperture e dagli intonaci bianchi, per far emergere il laterizio, lo scheletro della chiesa e le parti di colore trovate sugli archi: ci sono frammenti di un cielo stellato, il blu, il rosso e poi l’affresco di fine 400 nella cappella laterale all’ingresso che vede anche nuove scale. Ripristinati i colori anche del rosone. Sistemate le luci e smantellato il pavimento del 1968 di finto cotto, con una pietra opaca sotto la quale c’è il riscaldamento. Per quanto riguarda la Croce di Nicola da Guardiagrele del 1422, è stata restaurata, si sta sistemando la teca dove sarà conservata e tornerà nella cappella dove è stato rivenuto l’affresco».
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