La chiesa monumento pronta a settembre «Sogno che si avvera»

4 Aprile 2019

I lavori esterni finiti dopo tre anni, ora è la volta dell’interno Don Sabatino: spazi moderni per aggregare la comunità

CHIETI. Sarà pronta a settembre la nuova chiesa di San Martino. Dopo l’inaugurazione del complesso parrocchiale, che si estende su oltre 2mila metri quadrati e comprende il salone, le aule del catechismo, l’oratorio, la casa canonica e gli uffici, l’impresa Ies Fratelli Mammarella di Vacri sta per terminare i lavori per la realizzazione della nuova chiesa. Nel terreno acquistato per 700 milioni di lire dal vecchio parroco don Domenico Saraceni, tra Strada San Martino e via Borrelli, i lavori sono quasi terminati. Gli operai hanno finito gli interventi esterni, quelli sulle facciate e sulle coperture, e a giorni smonteranno i ponteggi. Restano da ultimare solo i lavori interni.
Dopo l’estate, il cantiere affidato al responsabile Vincenzo Mammarella verrà smantellato e la comunità di San Martino, frazione di Chieti scalo, avrà una nuova chiesa di 500 metri quadrati, con 250 posti a sedere, realizzata con tecnologie moderne e un’architettura sofisticata che gira intorno all’elemento del taglio del mantello di Martino che, quando era un soldato, donò un pezzo della sua veste a un povero infreddolito. Il progetto, infatti, si fonda sull’elaborazione del concetto di Temenos, origine greca della parola tempio che significa recintare, tagliare. Martino che taglia con la spada il suo mantello, la chiesa che vuole essere recinto che accoglie. «Il senso che dà il nuovo complesso parrocchiale per la sua forma è proprio l’accoglienza, l’abbraccio», dice don Sabatino Fioriti, parroco di San Martino da ottobre del 2010 che ha ripreso il progetto dopo la morte di don Domenico.
Il secondo progetto del complesso parrocchiale, tutto nuovo rispetto al primo che venne bocciato nel 2012 dalla Cei perché considerato vecchio, viene presentato dall’ingegnere Cristinziano Scutti e dagli architetti Giuseppe Fortunato, Valentina Angelozzi e Annalisa Di Luzio e approvato a ottobre del 2015 dalla Conferenza episcopale italiana. Un progetto da 3 milioni di euro, finanziato per 2 milioni dalla Cei e per la restante parte dalla parrocchia, con un prestito di 500mila euro dalla Bcc Sangro Teatina. I lavori sono iniziati a gennaio del 2016. Dopo tre anni di attesa, la comunità non vede l’opera di entrare nella nuova chiesa monumento. «Il complesso parrocchiale per una comunità è tutto», spiega don Sabatino. «È il luogo per celebrare l’eucarestia, ma anche un punto di aggregazione dove incontriamo le famiglie e facciamo catechismo e formazione. Ora manca solo la nuova chiesa». Un sogno partito da lontano, con don Saraceni, che sta per realizzarsi.
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