La chiusura anticipata dei negozi diventa un caso: «È penalizzante»

I commercianti di corso Marrucino contro la decisione del Comune: «Abbiamo sopportato già troppo» Ma l’ente si difende: «La richiesta viene dal tavolo prefettizio con indicazione delle forze dell’ordine»
CHIETI. L’ennesima chiusura dei negozi, questa volta per il passaggio della processione del venerdì santo, fa storcere il muso a diversi commercianti del centro, tanto che il Comune è costretto a puntualizzare che si tratta di decisioni prese in seguito alla richiesta delle forze dell’ordine di far svolgere la processione in sicurezza, evitando assembramenti. A fomentare il malumore ci si mette anche l’ex sindaco Umberto Di Primio che non risparmia i toni: «Una follia», dice, «che danneggia chi è stato già costretto a tenere negozi ed attività chiuse per settimane. Solo per soddisfare l’egopatia di qualcuno».
La comandante dei vigili urbani, Donatella Di Giovanni, fa pertanto sapere che le misure sono state «richieste dal tavolo prefettizio. L’ordinanza mette nero su bianco le richieste delle forze dell’ordine. Il centro storico sarà inaccessibile dalle 17 alle 19, lasso di tempo richiesto dal tavolo prefettizio, che nei fatti si limiterà a mettere in sicurezza i momenti salienti: la funzione prevista alle 17 in cattedrale e poi il passaggio del piccolo corteo che da San Giustino alle 18 si muoverà verso la Trinità. Una volta passato il corteo, sarà nostra cura provvedere a riaprire via via anche le strade. Stesso discorso vale per i negozi, ai quali non viene impedita la vendita, ma in quel lasso di tempo viene chiesto semplicemente di fermarsi per consentire il passaggio in solitaria del corteo. Subito dopo le attività potranno tornare alla normalità, così come potranno scegliere di fare orario continuato e chiudere prima, ma solo se lo vorranno».
Per molti negozianti, però, la chiusura delle strade alle 17 si traduce in uno stop anticipato. «È una ulteriore chiusura che si aggiunge alle tante che siamo già costretti a sopportare», dice Gabriella D’Orazio del Caffè Vittoria. «Soprattutto in previsione del fatto che la zona rossa parte da sabato», sottolinea il direttore di Confartigianato Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli, che mostra di non apprezzare affatto l’ulteriore restrizione. Non è sulla stessa linea, invece, la presidente Confcommercio Marisa Tiberio, per cui il vero problema è «che ci hanno tolto un’altra importante vigilia festiva nella quale poter lavorare. E poi la decisione è scaturita da un tavolo prefettizio e noi su quel tavolo non c’eravamo. Io penso, comunque, che i problemi siano altri. E siano molto più gravi che la chiusura di due ore di venerdì pomeriggio, in un momento, tra l’altro, che ogni teatino sente a livello personale come dedicato al raccoglimento».
L’ordinanza dispone la chiusura dei negozi che si trovano lungo le strade interessate dai divieti per il passaggio della processione. Le zone interessate sono: piazza San Giustino, via Chiarini, via Pollione, piazza Valignani, corso Marrucino, piazza Vico, largo Martiri della Libertà, piazza Trento e Trieste, via Zecca, via De Tocco, via Monaco La Valletta, via Vernia, via De Lollis, via Vezio Marcello e via Arcivescovado.
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