La “ciammaichella” beffa l’armata teatina e incanta i turisti

Migliaia di spettatori alla rievocazione storica della battaglia Con armigeri e damigelle sfilano anche 200 cesti di fiori
BUCCHIANICO. «Eh eh eh evviva Sant 'Urban, eh eh eh evviva lu Sergntir, eh eh eh evviva lu Bannares». Ecco il grido dei banderesi che ieri pomeriggio risuonava per tutta Bucchianico, affascinando i migliaia di turisti accorsi da tutta Italia per assistere alla rievocazione storica folcloristica ultra secolare che vanta per il quinto anno di fila il patrocinio dell' Unesco. La "ciammaichella" in piazza San Camillo ha illuso l'esercito nemico Teate che abbagliato da tanto movimento e colore sui muri di cinta ha pensato che la piccola truppa bucchianichese avesse avuto rinforzi, invece, è stato Sant'Urbano a suggerire in sogno al Sergentiere, capitano della milizia, una strategia bellica vincente che ha scongiurato la conquista territoriale teatina ai tempi medioevali. Mille e 300 i figuranti in abito tradizionale con a capo il corteo storico composto da cavalieri, armigeri, balestrieri, soldati, musici, sbandieratori, la castellana Ombretta Cataldo e le damigelle: Giorgia Masciulli, Ornella Trovarello, Federica Marusco e Federica Di Primio. Poi l'esercito contadino composto dalle "pacchianelle" e i banderesi, le donne e gli uomini in abito tradizionale, con a capo il Banderese dell'edizione 2015, Franco Pinti di contrada Publiconi. Il Banderese, all'altezza del monumento dei caduti, insieme ai figli Jonny e Danny, ha incontrato il Sergentiere Guglielmo Tatasciore che gli ha consegnato il ramaietto, il mazzolino di fiori che lo arruola ufficialmente all'imminente battaglia. Circa 90 mila i fiori di carta realizzati durante l'anno dalle donne bucchianichesi, di tutti i generi, di tutti i colori senza limiti di fantasia. Circa 250 i cesti e 200 i canestri portati in capo dalle donne, anche senza mani da quelle più esperte. Sei le contrade che hanno sfilato per vincere il Palio. I turisti accorsi con diversi autobus dalla Puglia, dal Lazio, dalla Toscana e da tutto l'Abruzzo sono rimasti a bocca aperta vedendo la marcia a zig e zag nella piazza più grande del paese ma anche constatando la tanta passione e devozione verso il Santo. La festa continua il 23 con il torneo con la balestra con gruppi provenienti da tutt'Italia; il 24 con l'apertura della Porta Santa della chiesa di Sant'Urbano e delle entrate con indulgenza plenaria del 1801 rinnovata da papa Benedetto XVI nel 2011 e il gioco del "tizzo"; il 25 e 26 si chiuderanno i festeggiamenti con tanti altri riti e simboli tanto cari ai bucchianichesi e si rincomincerà tutto da capo domenica 7 giugno con l'estrazione del Banderese dell'edizione 2016.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

