La città piange la suora più anziana d’Europa

Addio alla religiosa Serafina (Anna) La Morgia, 111 anni. Viveva a Roma, la tumulazione a San Vito
LANCIANO. È stata tumulata nel cimitero di San Vito Chietino dove le suore dei Sacri Cuori hanno alcune tombe, suor Serafina, al secolo Anna La Morgia, morta a 111 anni una quindicina di giorni fa a Roma nella casa Generalizia dell'Ordine delle Suore missionarie dei Sacri cuori di Gesù e Maria dove viveva.
La suora, come riportano alcune agenzie di stampa, era la più anziana d'Italia e d'Europa ed era nata a Lanciano il 17 aprile 1913. Figlia di Nicola La Morgia e Polisena Sacchetti, Anna, con la sorella gemella Filomena a cui era molto legata, era l’ultima dei sei figli, quattro femmine e due maschi. Il 26 aprile 1936, a 19 anni, era entrata a far parte dell’Istituto missionarie dei Sacri cuori a Lanciano, da novizia ricevette poi il nome di suor Serafina. Il 3 maggio del 1938, suor Serafina aveva emesso la professione temporanea e fu inviata a Chieti, al seminario diocesano, dove aiutava un po’ in tutto quello che era necessario alla comunità.
In piena seconda guerra mondiale, nel 1942, fu trasferita a Roma, nella casa generalizia, in via dei Pettinari. Roma fu la sua casa, nonostante una parentesi dal 1948 al 1952 a Roccascalegna dove ha insegnato il catechismo ai bambini della prima comunione.
Una vita a servizio degli altri, delle consorelle nella sede generalizia a Roma, in via del Trullo, per lei che sopravvisse all’epidemia di spagnola nel 1918 quando aveva 5 anni, agli orrori delle due guerre mondiali, alla Sars nel 2004 ed al Covid-19.
È morta improvvisamente, anche se negli ultimi giorni era molo affaticata a causa dell’età, ma serenamente nella sua stanza a metà luglio scorso ed è stata tumulata in questi giorni nel cimitero di San Vito Chietino.
Ma prima, nel suo piccolo, ha combattuto per una sanità migliore, in difesa degli anziani. Con l'Associazione Giustitalia ha denunciato la Asl di Roma per i ritardi nelle visite geriatriche perché le era stata fissata una visita che aveva un’attesa di 6 mesi rispetto alla richiesta e alle sue necessità.
Donna combattiva e tenace quindi, ma estremamente gentile che ha attraversato due secoli fatti di sfide e grandi cambiamenti politici, sociali e culturali. (t.d.r.)
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