La città ricorda i coniugi morti nell’auto
Una messa a un anno esatto dalla tragedia della famiglia Maiella. Ma l’inchiesta non è finita
CHIETI. Un terribile incidente sull'Asse attrezzato costò la vita esattamente un anno fa a Pietro Alfredo Maiella e a sua moglie Rosa Nardone. Venne aperta un'inchiesta per omicidio stradale, il primo caso in Abruzzo, ma dodici mesi dopo le indagini proseguono in maniera lenta. Chieti oggi si ferma a ricordare la memoria della coppia di Filippone. Lui, 75enne ed ex dipendente della Asl, era il più anziano violinista del Coro del Miserere. Lei, 69 anni, era un’ex infermiera di Radioterapia. Si trovavano a bordo di una vecchia Cinquecento rossa nel pomeriggio del 11 aprile del 2016, in viaggio sull'asse attrezzato intenti a raggiungere uno dei sei figli, quando sono stati tamponati con violenza da una Ford C-Max all'altezza della Porsche di San Giovanni Teatino. Alla guida del mezzo c'era A.C., un 57enne informatore medico di Pescara, che è indagato per omicidio stradale. Una perizia è chiamata a stabilire se l'uomo abbia superato di 50 chilometri orari il limite massimo di velocità, fissato in quel tratto a 90 all'ora.
Se dovesse essere così, per A.C. - difeso dall'avvocato Marco Femminella - scatterebbe l'ulteriore aggravante e quindi il rischio di una pena pesante. Il prefetto gli ha per ora sospeso la patente per tre anni. La Fiat 500 era incolonnato sulla strada per via di un cantiere. Procedeva quasi a passo d'uomo quando la Ford gli è piombato addosso dopo una frenata di 50 metri. In quel punto il limite era di 90 chilometri orari, ma un metro più avanti sarebbe stato di 60 proprio per via dei lavori in corso. Il pm Giancarlo Ciani a novembre ha già ottenuto una proroga, tuttavia l'inchiesta procede lentamente. Ma il ricordo dei coniugi è ancora vivo nella città di Chieti, dove oggi, alle 18, nella chiesa di San Camillo de Lellis si tiene una messa in suffragio della coppia. (a.s.)

